La manovrina finanziaria blocca il mercato dei certificati verdi

La manovrina finanziaria blocca il mercato dei certificati verdiProprio così, s’è detto dobbiamo tagliare dappertutto e così è stato fatto, anche nel rinnovabile sono arrivati i tagli: il GSE non rileverà più sul mercato la quota in eccesso di certificati verdi.

Detto così non è chiaro quale sia il problema, per capirlo è necessario conoscere il funzionamento dei certificati verdi, cercheremo di spiegarlo. Nel 1999 il ministro Bersani per aiutare il nostro paese a rispettare gli accordi di Kyoto stabilì che tutti i produttori o distributori di energia elettrica che operano in Italia devono garantire che almeno il 2% dell’energia oggetto della loro attività sia prodotta da fonte rinnovabile. Per tantissimi produttori un semplice 2% è una quota molto impegnativa, questo fatto ha dato vita al Certificato Verde; in pratica chi produce o immette in rete più del 2% dell’energia da fonte rinnovabile ha diritto ad ottenere un tot di certificati verdi erogati come deciso dal GSE. Si è sviluppato quindi un mercato nel quale chi produce molta energia rinnovabile vende i suoi certificati verdi a chi ne produce troppo poca.

Per incentivare la produzione di energia ellettrica rinnovabile, inoltre, il GSE garantiva un prezzo minimo d’acquisto entro giugno dell’anno successivo dei certificati verdi rimasti invenduti; questo fenomeno ha permesso lo sviluppo di tante realtà nel mondo del rinnovabile poichè c’è la certezza della vendita del proprio prodotto.

Secono la nuova manovrina il GSE non acquisterà più i certificati verdi invenduti e questo con effetto retroattivo dal triennio 2009-2011; in parole povere tutta una serie di importanti realtà nel mondo del rinnovabile non avranno più un acquirente. E’ stato stimato che dette scoietà avranno una mancata entrata pari a circa 650 milioni di Euro solo per l’anno 2009 per errivare fino a 2 miliardi di Euro inserendo anche 2010 e 2011.

Tradotto in termini di occupazione questo congelerà tutti i piani delle società che hanno investito nel rinnovabile e non solo con ogni probabilità il numero di impiegni verrà ridotto, inoltre un mercato che è l’unico che durante questa crisi continua a dare certezze verrà completamente bloccato.

Insomma un duro colpo, ma le associazioni non mollano e anche se la legge è passata promettono di impiegare tutte le forze per non uccidere quella che sta finalmente diventando una forza del nostro paese, il rinnovabile.

Detrazioni fiscali 55%, Conto Energia, Ecoprestito. Gli incentivi per le rinnovabili.

detrazioneLogica Energetica sta seguendo con particolare interesse il percorso del disegno di Legge 3350, di conversione del DL 40/2010 che tra le varie misure adottate prevede incentivi per l’acquisto di edifici a basso consumo.

La parte del decreto che interessa gli immobili a basso consumo prevede: 60 milioni di euro all’acquisto di immobili ad alta efficienza: è previsto un contributo di 116,00 euro al mq, fino ad un massimo di 7.000,00 euro, se l’immobile è di Classe A, di 83,00 al mq, fino ad un massimo di 5.000,00 euro, se l’immobile è di Classe B.

Nel corso dell’esame di Commissione, l’opposizione ha formulato una serie di proposte: in primo luogo l’ampliamento delle detrazioni fiscali del 36% per le ristrutturazioni edilizie agli interventi di ammodernamento dei centri storici e di trasformazione urbana, anche con l’apporto di risorse pubbliche e attraverso forme di partenariato pubblico-privato.

Il nodo della questione è la stabilizzazione delle detrazioni fiscali del 55% delle spese per interventi di miglioria energetica degli edifici, in scadenza a fine 2010. Fino ad ora questo strumento si è rivelato molto efficace sia sul piano economico (interventi realizzati ed emersione di lavoro nero) che su quello del rafforzamento delle politiche ambientali ed è assolutamente urgente stabilizzarlo subito per dare alle aziende e agli operatori del settore il tempo e la serenità di programmare nel tempo gli investimenti e le attività.

A questo proposito, è stata citata la proposta avanzata da FINCO (Federazione Industrie Prodotti Impianti e Servizi per le Costruzioni) di inserire nella legge di conversione in esame la stabilizzazione della detrazione del 55% e un “ecoprestito” che faciliti per le famiglie la riconversione degli immobili in strutture ad alto rendimento energetico.

Altro tema sollevato nel corso dell’esame è stato quello del sostegno alle fonti energetiche rinnovabili: sono incomprensibili, secondo Alessandro Bratti del PD, le ragioni per le quali il Governo non abbia ancora definito il nuovo Conto Energia per gli impianti fotovoltaici e non abbia ancora stabilito il quadro delle localizzazioni degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’ultimo intervento ha riguardato le caldaie: secondo il presidente della Commissione, Roberto Tortoli, la detrazione fiscale del 55% non è stata efficace per la sostituzione di quelle fortemente inquinanti con quelle di nuova generazione. Opinione condivisa da Alessandro Bratti, il quale ha aggiunto che una soluzione efficace del problema potrebbe consistere nella rateizzazione delle spese per la sostituzione delle caldaie, conservando il diritto alle agevolazioni fiscali.

Di argomenti su cui confrontarsi ne sono stati aperti molti, non c’è motivo di arrestare forme incentivanti che portano una miglioria sia dal punto di vista energetico sul territorio sia di sostenibilità. A meno che non si continui a parlare del nucleare “rinnovabile”.

L’Europa rinnovabile

LEuropa rinnovabileIl progetto di conversione delle fonti di energia a combustibile fossile in alternative ormai oggi è una realtà di ogni nazione del nostro continente. Come ormai è noto il limite di quasi tutte le tecnologie rinnovabili, specialmente fotovoltaico ed eolico, è lo stoccaggio dell’energia necessario per assicurare la continuità dell’erogazione anche nei periodi in cui il generatore è fermo.

Questo limite è stato superato in ogni singola nazione con gli impianti greed connected per i quali il gestore di rete permette al cliente autoproduttore di prelevare nelle ore di stop del suo impianto l’energia in più prodotta dal suo impianto in un altro momento. Questa possibilità è stata concessa poichè  l’energia prodotta dal proprio impianto e non utilizzata,  grazie alla rete, viene dirottata presso un’altra utenza che ne ha bisogno. Questo processo è gestito dai gestori di rete e da Terna, secondo come prescritto dall’authority.

Spieghiamo prima cos’è l’authority. L’authority è quell’organo al di sopra delle parti che regola e delinea l’andamento del mercato della produzione di energia elettrica a vantaggio del consumatore; in pratica è l’authority che modera le tariffe e stabilisce chi deve fare e cosa anche nei rapporti tra gestori e tra i gestori e Terna.

Grazie alla collaborazione di Terna s.p.a. ed ai gestori di rete, questa possibilità, chiamata Scambio sul Posto, in Italia è una realtà; nell’ottica però di un Europa rinnovabile nasce la necessità di realizzare una rete integrata che permetta lo scambio anche tra ogni paese della comunità e quindi anche di un ente, al di sopra delle autority nazionali, che coordini lo scambio di energia delle singole nazioni in modo da permettere il trasferimento dell’energia prodotta ad esempio da un impianto offshore nel mare del nord in Sicilia. Solo così sarà possibile sviluppare progetti come DESERTEC, nell’Africa settentrionale che potranno provvedere in maniera consistente a soddisfare il fabbisogno del nostro continente.

Insomma la sfida è stata lanciata e le smart greed sono sempre più vicine ed è solo grazie a queste che è possibile pensare ad un 2050 in cui il 100% dell’Europa sarà alimentato da fonte rinnovabile.

Scaricatori, non solo nel fotovoltaico

Gli scaricatori, chiamati anche con l’acronimo SPD (Surge Protective Devices) sono i dispositivi atti alla protezione degli apparati elettrici dalle scariche atmosferiche.
Gli SPD si possono suddividere in 4 tipologie principali:
SPD con intervento a “innesco”
In assenza di sovratensioni è caratterizzato da un alta impedenza, che cambia bruscamente valore in presenza di una sovratensione impulsiva. Esempi di tale tipologia sono gli spinterometri, i tiristori ed i triac.
SPD con intervento a “limitazione”
Caratterizzati da alta impedenza, che si riduce con continuità all’aumentare della tensione e della corrente impulsiva. Sono tali gli SPD che utilizzano dispositivi non lineari quali diodi e varistori.
SPD di tipo combinato
E’ un SPD che incorpora componenti sia di tipo ad innesco che a limitazione (collegati in parallelo, in serie o con combinazioni di esse) e che effettuerà interventi diversificati in funzione della caratteristica della tensione applicata.
SPD N-PE
Scaricatore previsto per l’inserimento tra conduttore neutro (N) e la terra (PE).

Il primo passo da fare è la valutazione del rischio da fulminazione, secondo la noma CEI 81-10, individuando così il tipo di danno D (ad esseri viventi, a materiali, agli impianti interni), il tipo di perdita L (di vite umane, del servizio pubblico, del servizio della struttura, perdite economiche nella struttura…); ad ogni tipo di perdita è poi associato un valore di rischio R, indice della probabilità i perdita media annua.
L’analisi del rischio si conclude confrontando il rischio calcolato R con il rischio accettabile Rt.
Il valore del rischio di fulminazione R viene ridotto in virtù della presenza degli SPD, vediamo allora quali sono le caratteristiche più importanti ed i criteri per sceglierli:
Tensione massima continuativa Uc
Massimo valore di tensione efficace applicabile con continuità ai morsetti.
Dipende da 1) tensione nominale del sistema; 2) sistema di distribuzione energia (TN, TT, IT); 3) modalità di allaccio (F-F, F-N, N-PE).
Immunità alle TOV (Temporary Over Voltage)
E’ la capacità del SPD a mantenere il suo valore di impedenza elevato, nel caso in cui avvengano sbilanciamenti di rete.
NFC (No Follow Current)
Gli SPD del tipo NFC impediscono la circolazione della corrente seguente di rete.
Tempo d’intervento
Non è una prescrizione inserita nelle norme costruttive del prodotto, ma minore è il tempo di intervento più efficace è la prestazione del’ SPD.

In ultimo, in funzione della fulminazione, va valutata la Classe di Prova degli SPD da utilizzare, che si dividono in:
Scaricatori, non solo nel fotovoltaicoScaricatori, non solo nel fotovoltaicoSPD Tipo 1
Sottoposti alla Classe di Prova I, cioè a prove di laboratorio che riproducono le fulminazioni dirette, con forma d’onda 10/350μs.
SPD Tipo 2
Sottoposti alla Classe di Prova II, cioè a prove di laboratorio che riproducono le fulminazioni indirette, con forma d’onda 8/20μs.
SPD Tipo 3
Sottoposti alla Classe di Prova II, cioè a prove di laboratorio che riproducono sovratensioni da campi elettromagnetici irradiati.

Il primo valore della forma d’onda corrisponde al tempo di salita, mentre il secondo è il tempo di discesa all’emivalore (si sceglie l’emivalore in quanto gli strumenti di laboratorio non consentono di fissare il valore dell’impulso nel punto iniziale né tantomeno in quello finale)

Presa Diretta: speciale sulle energie rinnovabili

Presa Diretta: speciale sulle energie rinnovabiliUn grande successo per la puntata del 7 Marzo trasmessa su RaiTre: il filo conduttore è stato quello dell’esempio tedesco, dal 1990 ad oggi sono state ridotte del 18% le emissioni dei gas serra, proprio grazie all’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Ma questo risultato è stato frutto di una politica sensibile, rispettosa, e soprattutto unanime nei confronti dell’ambiente. La legge per lo sviluppo delle energie alternative ha visto il 90% dei deputati favorevoli, e la sua approvazione ha dato una svolta storica alla Germania: la creazione di quelli che ad oggi sono 750.000 nuovi posti di lavoro, importantissimi investimenti nella ricerca e nello sviluppo, e non ultimo l’incremento esponenziale delle esportazioni, fino a raggiungere la prima posizione nel mondo per l’esportazione di materiale fotovoltaico.
Proprio legato al settore R&D (Research & Development) la zona universitaria ha visto sorgere un polo attivissimo, dove gli istituti di Chimica, Fisica, Matematica si schierano con un ruolo fondamentale tra le prime fila. Grazie ai fondi stanziati nella ricerca si sta infatti mettendo a punto una nuova tecnologia, per la riduzione dei costi delle celle fotovoltaiche: finora il costo delle celle è stato elevato a causa del loro spessore, che è di circa 300μm (0,3mm), questo non per necessità legate all’effetto fotovoltaico ma per un limite di lavorazione meccanica, non è infatti possibile realizzare lastre in silicio più sottili del loro valore attuale. Allora il progetto ha condotto ad una soluzione che consiste nella vaporizzazione di uno strato sottilissimo di silicio, utilizzando un supporto vetroso, molto meno costoso del silicio stesso.
A conferma dei maestosi progressi della Germania sono stati portati gli esempi di Enertrag, con i suoi 250 milioni di euro i fatturato e 300 dipendenti, che ha appena realizzato la prima centrale mista nel mondo, in cui dal parco eolico, oltre alla generazione di energia elettrica pulita viene prodotto e stoccato idrogeno, il combustibile pulito. Un altro fenomeno è quello di Solon, che in soli 4 anni ha portato il suo fatturato da 45 a 815 milioni di euro. O ancora la Juwi, che in quello che era un deposito di bombe dell’aviazione americana, che conteneva 36.000 tonnellate di bombe, è stato ora realizzato un parco fotovoltaico che produce 15 milioni di kWh all’anno.
L’augurio di Logica Energetica è che l’esempio dato dalla Germania, ufficializzato finalmente da un canale della rete pubblica nazionale, possa far superare ogni incertezza e dare lo stimolo per avvicinarsi al mondo delle energie rinnovabili.

La bolletta elettrica

gennaio 22, 2010 di Gabriele Franzé  
Categorie: Energia Elettrica

bolletta elettricaLa bolletta del gestore elettrico, che bimestralmente ci viene recapitata a casa ed addebitata, all’occhio dell’utente spesso risulta essere un insieme incomprensibile di valori, cui con estrema fatica si riesce ad associare alcun significato.

Ma questo non perché l’utente abbia poca volontà di tentare di districarsi tra le enigmatiche voci, ma perché ognuna di esse è regolamentata da una precisa delibera dell’AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas),  ed il suo costo è stabilito da tabelle contenuti in allegati delle suddette delibere, che a loro volta sono aggiornamenti del TIV, ovvero del Testo Integrato Vendita; le modifiche a quest’ultimo, dal 2007 ad oggi sono state circa 30, considerando poi tutti gli adeguamenti tariffari, a cadenza generalmente trimestrale, talvolta mensile o annuale.

Ma cerchiamo, scendendo più nel dettaglio, di semplificare quanto presente nella bolletta. I corrispettivi principali sono:

1 – Trasmissione, Distribuzione e Misura;

2 – Dispacciamento;

3 – Oneri generali di sistema.

I corrispettivi si suddividono in Leggi tutto

Elettricità sostenibile senza fili

dicembre 16, 2009 di Gabriele Franzé  
Categorie: Ambiente, Energia Elettrica

Elettricità sostenibile senza filiA poco più di un secolo di distanza da quando Edison riuscì nell’allora futuristica impresa di trasmettere corrente continua, sembra sia stato trovato il metodo alternativo per il trasporto dell’energia elettrica.
Avrebbe infatti un impatto rivoluzionario lo studio sviluppato in America, che permetterebbe di alimentare le utenze domestiche, della propria casa, senza l’utilizzo di alcun cavo elettrico, ma solo con l’installazione di una semplice centralina che ha funzione di trasmettitore, a cui potranno collegarsi tutti gli apparecchi.
La centralina di fatto comunicherà con le utenze, che verranno raggiunte da un segnale elettromagnetico a basso frequenza, con un sistema molto simile a quello Wi-Fi. Le stesse onde elettromagnetiche avranno la funzione di veicolo energetico, cioè trasporteranno l’elettricità dalla centralina ad elettrodomestici, lampade, televisori e quant’altro.
Questo comporterà non solo un grandissimo vantaggio in termini di comodità (non si vedranno più grovigli di fili dietro il computer o dietro l’impianto DVD con home theatre) ma la cosa più importante è che potrebbero essere evitati migliaia di Km di cavi.
Infatti lo smaltimento dei cavi elettrici è un processo piuttosto oneroso, che comporta procedure complesse iniziando dalla separazione tra rivestimento plastico e rame, e considerando inoltre che il riciclo del rame non può essere totale, e che la guaina è in materiale plastico derivante dall’utilizzo del petrolio.
L’ambizioso progetto americano, qualora le successive sperimentazioni dessero esiti positivi, sarà in commercio nell’arco di due anni.
Ce lo auguriamo tutti nel rispetto dell’ambiente, visti quali sarebbero gli enormi benefici in termini di eco sostenibilità.

Microturbina solare – Samar, Israele

ottobre 28, 2009 di Gabriele Franzé  
Categorie: Energia Elettrica

Microturbina solare   Samar, IsraeleSorge in Israele, nel kibbutz Samar, il primo impianto con microturbina alimentata dalla fonte solare.

Ma più esattamente qual è il ruolo del sole in questo impianto? La radiazione solare incidente sul campo di specchi prospicienti la microturbina viene riflessa sulla camera stagna dove avviene la compressione del fluido operante, in questo caso aria, per elevare la sua temperatura ed aumentarne la pressione prima dell’ingresso in turbina. In ultimo, sfruttando l’ancora elevata temperatura dell’aria espansa, si svolge la fase cogenerativa, cioè tramite scambiatori viene generata acqua calda.

Ovviamente nelle ore notturne o in assenza di sole l’impianto si può alimentare con biocombustibili, in modo da non doverlo arrestare. In questo caso l’aria subisce la compressione come un classica turbina elettrica, ovvero in in camera di combustione.

 I numeri dell’impianto sono ragguardevoli: si parla infatti di una produzione elettrica di 100 kWe, di una produzione termica pari a 170 kWt, ma soprattutto di una quota pari a 30m. Esattamente, 30 m è l’altezza della torre su cui è installata la microturbina di questo sorprendente impianto.

Ulteriore motivo d’orgoglio di questa realtà è che il progetto della microturbina appartiene alla Turbec Spa, azienda italiana di livello internazionale, con sede a Ferrara, che vanta numerosissimi altri progetti di microturbine alimentate a biogas.

Fotovoltaico e Celle a Combustibile

Fotovoltaico e Celle a CombustibileRiprendiamo qui il discorso avviato nell’articolo di ieri, circa il rinnovabile ibrido, per approfondire l’argomento riguardante l’utilizzo dell’idrogeno come stoccaggio dell’energia elettrica.

Nei laboratori del MIT di Boston è stato messo a punto un sistema composto da un elettrolizzatore, un impianto fotovoltaico, un dispositivo di accumulo dell’idrogeno ed una cella a combustibile.

L’impianto fotovoltaico alimenta l’elettrolizzatore, che grazie a tale apporto elettrico può effettuare la scissione dell’idrogeno, questo viene immagazzinato e a sua volta utilizzato per alimentare una cella a combustibile. Il sistema appena descritto comporta l’enorme  vantaggio di poter sfruttare l’energia generata dall’impianto fotovoltaico, tramite lo sfruttamento dell’idrogeno, anche nelle ore notturne.

Più nello specifico l’elettrolisi Leggi tutto

Le statistiche dell’Ing.Trezza (GSE) al PV ROME Mediterranean

Le statistiche dellIng.Trezza (GSE) al PV ROME MediterraneanL’intervento da segnalare al PV Rome è stato quello dell’Ing. Trezza del GSE, che ha fornito uno spaccato della situazione del fotovoltaico in Italia riportando delle statistiche importanti.
La valutazione d’esordio, assolutamente convincente, ha ribadito la validità e l’efficacia dello strumento Conto Energia, infatti da una comparativa con le incentivazioni per il fotovoltaico negli altri territori europei è emerso che, presi come parametri
1) durata dell’incentivo,
2) valore di radiazione,
3) valore della tariffa;
e normalizzando gli introiti su un valore indicativo di 100 per l’Italia, Germania 47,9 , in Spagna 75,1 ed in Francia si ha 44. Questo trova spiegazione nel fatto che il Conto Energia italiano prevede anche l’utilizzo del kWh incentivato, che viene quindi valorizzato 2 volte. Leggi tutto

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