Nucleare escluso dalle rinnovabili, finisce finalmente una favola.
marzo 29, 2010 da Andrea Ficola
Categorie: Ambiente
Come accennato nel precede
nte articolo di Logica Energetica riguardante il raggiungimento degli obiettivi entro il 2020, di produrre da fonti rinnovabili almeno il 17% del fabbisogno, l’Italia sarà costretta a comprare dall’estero energia da fonte solare o eolica in quanto è stata finalmente presa una decisione riguardo la “rinnovabilità” del nucleare, dal momento che non è considerato una fonte rinnovabile.
Tutto questo è quanto emerge dalle prime previsioni sul raggiungimento del target europeo del 20% di energia da fonti verdi entro il 2020, uno dei tre pilastri della strategia Ue contro il cambiamento climatico, insieme all’obbligo di ridurre del 20% le emissioni di CO2 e di aumentare del 20% l’efficienza energetica entro il 2020.
Secondo i calcoli della commissione Ue, con la tendenza attuale, i 27 Stati membri arriveranno al 2020 con il 20,3% di energia da fonti rinnovabili (sole, vento, biofuel e biomasse). Dodici Stati (comprese Francia e Gran Bretagna) prevedono sia sufficiente la propria produzione nazionale di rinnovabili, mentre altri dieci saranno in grado di oltrepassare il loro target nazionale: tra questi, la Spagna dovrebbe ‘sforare’ il 20% previsto, raggiungendo il 22,7% e la Germania arriverà al 18,7%, contro il 18% prefissato; l’Austria potrebbe addirittura arrivare al 34%.
Tra i Paesi che hanno, invece, ipotizzato un deficit di rinnovabili da coprire con le importazioni, anche da paesi terzi, l’Italia è quella che ha il gap maggiore: 1,17 Mtep su circa 2 in totale. Per questo motivo, insieme a Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Malta, dovremo acquistare energia verde da partner o da Paesi terzi (il nostro Paese ha indicato Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia).
Nel conteggio delle energie verdi non è calcolato il nucleare: “Non lo consideriamo una fonte rinnovabile”, ha precisato la Holzner. “La politica della Commissione non è cambiata”, e continua a considerare fonti rinnovabili solo quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse.
Entro il 30 giugno 2010 Ciascuno Stato membro dovrà presentare alla Commissione il piano d’azione nazionale che illustri la strategia scelta per raggiungere gli obiettivi del 2020. La Commissione vigilerà sull’attuazione dei piani nazionali, e potrà, se necessario, ricorrere alle procedure d’infrazione contro i Paesi inadempienti e visto che è già presente un contatore per la penale che l’Italia deve, per non avere rispettato il protocollo di Kyoto (visibile sul sito http://www.kyotoclub.org/), è auspicabile che per non incorrere in altre penali, che noi stessi dovremmo affrontare, si possono e si devono sfruttare gli attuali incentivi e realizzare impianti rinnovabili dando ognuno il suo contributo e iniziando a risparmiare, scegliendo il sole come socio.
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