Il Ministero dello Sviluppo Economico vara il “Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili”
giugno 23, 2010 da Gabriele Franzé
Categorie: Legislazione
La scorsa settimana è stato definito il cosiddetto Piano di Azione Nazionale, ovvero il programma di quelli che saranno gli interventi sul territorio nazionale volti all’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Il documento consiste nella risposta italiana alla Direttiva 2009/28/CE del parlamento europeo, circa il controllo del consumo di energia europeo, il maggiore ricorso all’energia da fonti rinnovabili, oltre ad un particolare riguardo rivolto al risparmio energetico e ad un aumento dell’efficienza energetica.
Infatti la direttiva, oltre a dare linee di approccio generale fornisce dei valori ben precisi:
un obiettivo obbligatorio del 20 % di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia complessivo della Comunità entro il 2020 e un obiettivo minimo obbligatorio del 10 % che tutti gli Stati membri dovranno raggiungere per quanto riguarda la quota di biocarburanti sul consumo di benzine e diesel per autotrazione ancora entro il 2020.
La politica d’intervento italiana sarà articolata in funzione dei differenti settori, che saranno affrontati in maniera diversa in funzione del loro peso rispetto il consumo energetico complessivo.
Consumi finali per riscaldamento/raffrescamento
Rappresenta la quota parte più rilevante dei consumi finali nazionali, ma l’utilizzo delle fonti rinnovabili in questo ambito è bassissimo, quindi questi due fattori concorrono a concentrare proprio in questo settore gli sforzi maggiori, tra cui si prospettano:
- reti di teleriscaldamento
- sviluppo della cogenerazione
- misure addizionali per promuovere le fonti rinnovabili a copertura dei fabbisogni di calore (in special modo nel campo edile)
Consumi di carburante nel settore dei trasporti
Quello di carburante costituisce il secondo tra i consumi finali di energia.
Il primo obiettivo è quello di incrementare la produzione nazionale di biocarburanti, che attualmente si attesta a 2 milioni di t/anno, ma l’altro obiettivo principale è quello di sviluppare come alternativa il trasporto elettrico.
Consumi finali di energia elettrica
E’ il settore ancora meno importante, ma indubbiamente quello più in crescita, considerando che in tutti i processi termoelettrici, cioè in cui avviene la trasformazione di energia elettrica in calore, si perde circa la metà dell’energia.
Per agevolare l’installazione di impianti da produzione da fonte rinnovabile, e quindi aumentarne la percentuale rispetto all’energia elettrica complessiva è necessario in primo luogo adeguare il sistema elettrico proporzionalmente alla potenza installata, e quindi:
- un’accelerazione dei tempi di sviluppo delle reti elettriche e delle infrastrutture necessarie non solo al collegamento ma alla piena valorizzazione dell’energia producibile;
- lo sviluppo di sistemi di stoccaggio/accumulo/raccolta dell’energia, in modo da poter ottimizzare l’utilizzo delle fonti rinnovabili per l’intero potenziale a disposizione, superando la natura intermittente di alcuni tipi di produzioni;
- l’adeguamento delle reti di distribuzione, anche con la realizzazione delle cosiddette “reti intelligenti” che possono realizzare servizi di stoccaggio/accumulo/raccolta dell’energia elettrica prodotta di cui possono fruire i produttori qualora non potessero disporre dell’accumulo autonomo nel sito di produzione.
Quindi nuovamente all’opera, perché di spunti positivi ce ne sono tanti, ma la parte più difficile ed allo stesso tempo più importante è riuscire a realizzare quanto decantato.











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