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	<title>Logica Energetica</title>
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	<description>Energie Rinnovabili, Fotovoltaico, Ecologia, Energia Eolica: Benvenuti nel Mondo della Logica Energetica</description>
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		<title>Lega Nord: sgravi sull&#8217;imu per chi installa il fotovoltaico.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il senatore della Lega Nord Giampaolo Vallardi avanza la proposta di fare degli sgravi sulla nuova tassa sulla casa, a chi installerà pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. La proposta elementare e scontata è, che ogni abitazione possa avere il proprio impianto fotovoltaico. “Non capisco perché non sia possibile fare in modo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/casa_imu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3642" style="margin: 3px;" title="casa_imu" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/casa_imu.jpg" alt="Lega Nord: sgravi sullimu per chi installa il fotovoltaico." width="200" height="140" /></a>Il senatore della Lega Nord Giampaolo Vallardi avanza la proposta di fare degli sgravi sulla nuova tassa sulla casa, a chi installerà pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.</p>
<p>La proposta elementare e scontata è, che ogni abitazione possa avere il proprio impianto fotovoltaico. “Non capisco perché non sia possibile fare in modo che in ogni casa vi siano dei pannelli fotovoltaici sul tetto.</p>
<p>Si potrebbe pensare a degli sgravi sulla tanta odiata tassa sulla casa, l&#8217;Imu&#8221;.<span id="more-3641"></span></p>
<p>Questa è la proposta lanciata in Senato parlando delle energie rinnovabili, dal Senatore Vallardi, secondo il quale &#8220;nel momento in cui, collocando dei pannelli fotovoltaici sul tetto di una abitazione, investiamo in tale direzione, solo per l&#8217;Iva versata allo Stato potremmo pensare di togliere l&#8217;imposta municipale sull&#8217; abitazione. Su questa proposta il governo potrebbe riflettere&#8221;.</p>
<p>Sul tema delle energie rinnovabili, ha sottolineato il senatore &#8220;il governo precedente ha sicuramente le sue colpe, così come quello attuale, che non si muove. Entrambi sono andati in affanno perché non sono riusciti a decidere e quelle poche volte che hanno deciso l’hanno fatto molto male.</p>
<p>Questo è un tema sicuramente positivo, che ha portato delle innovazioni eccezionali nel nostro Paese&#8221;</p>
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		<title>Rinnovabili, botta e risposta Clini Confindustria</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Efficienza Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Critica del ministro dell’Ambiente Corrado Clini a Confindustria, in occasione del Solarexpo: Il ministro  ha detto che “le fonti di energia rinnovabili sono una risorsa per l&#8217;economia e non un costo per l&#8217;economia italiana, come spesso afferma una parte di Confindustria. Con i decreti abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare in questa direzione”.  Confindustria non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/logo_confindustria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3634" style="margin: 3px;" title="logo_confindustria" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/logo_confindustria.jpg" alt="Rinnovabili, botta e risposta Clini Confindustria" width="200" height="140" /></a></p>
<p>Critica del ministro dell’Ambiente Corrado Clini a Confindustria, in occasione del Solarexpo: Il ministro  ha detto che “le fonti di energia rinnovabili sono una risorsa per l&#8217;economia e non un costo per l&#8217;economia italiana, come spesso afferma una parte di Confindustria.</p>
<p>Con i decreti abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare in questa direzione”.  Confindustria non ha tardato a inviare la replica, affidata a una nota: “destano forte stupore e perplessità le critiche che il ministro Clini ha riservato a Confindustria in occasione dell&#8217;apertura del Solarexpo 2012 a Verona.<span id="more-3632"></span></p>
<p>Da diversi anni siamo impegnati ad elaborare proposte di politica industriale per la green economy sostenendo la necessità di una promozione razionale ed efficiente di tutte le tecnologie per la sostenibilità ambientale”.</p>
<p>L&#8217;assenza di una strategia efficiente nella politica di efficienza energetica e per le rinnovabili “ha determinato uno squilibrio nell&#8217;incentivazione delle diverse tecnologie, destinando spesso maggiori risorse a quelle più costose e meno efficienti.</p>
<p>La green economy è senz&#8217;altro un&#8217;opportunità di sviluppo, ma deve essere perseguita in modo razionale e non speculativo per garantire la crescita strutturale delle aziende italiane”.</p>
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		<title>Non si ferma l&#8217;aumento del fotovoltaico in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Efficienza Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro paese nel 2011 ha raggiunto il primo posto per potenza installata. La Germania rimane al top per la potenza cumulata con 24.700 megawatt contro i 12.700 della nostra penisola. Soltanto un decennio fa, energie rinnovabili in Italia faceva rima soltanto con idroelettrico. Dighe grandi e piccole, secondo i dati che si riferiscono al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/Boom-fotovoltaico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3627" style="margin: 3px;" title="Boom-fotovoltaico" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/Boom-fotovoltaico.jpg" alt="Non si ferma laumento del fotovoltaico in Italia" width="200" height="150" /></a>Il nostro paese nel 2011 ha raggiunto il primo posto per potenza installata. La Germania rimane al top per la potenza cumulata con 24.700 megawatt contro i 12.700 della nostra penisola.</p>
<p>Soltanto un decennio fa, energie rinnovabili in Italia faceva rima soltanto con idroelettrico. Dighe grandi e piccole, secondo i dati che si riferiscono al 2000, garantivano il 91 per cento dell&#8217;energia &#8220;verde&#8221;, pari a 18 Gigawatt di potenza. Ora l&#8217;energia che arriva dall&#8217;acqua copre poco più del 43 per cento del totale, che nel 2011 ha raggiunto i 41,3 Gigawatt di potenza, con un incremento del 125 per cento.<span id="more-3624"></span></p>
<p>Un boom che per lo più è attribuibile al successo dell&#8217;industria del fotovoltaico in Italia, che alla fine dell&#8217;anno scorso è salita al 31 per cento della potenza rinnovabile installata. Risultati che fanno dell&#8217;Italia il primo paese al mondo per potenza fotovoltaica allacciata alla rete, davanti alla Germania.</p>
<p>Da Verona, dove è in corso il Solar Expo, il direttore della divisione operativa del GSE, il Gestore Servici Energetici Gerardo Montanino, ha presentato i nuovi dati che fotografano la rivoluzione che le energie rinnovabili stanno portando nel nostro paese.</p>
<p>Un fenomeno che ha già portato l&#8217;energia venduta alla Borsa elettrica a quota zero: è avvenuto per un paio d&#8217;ore il 2 e il 3 maggio, mentre nel giorno di Pasquetta, il 9 aprile, in Sicilia le rinnovabili, sempre nelle prime ore del pomeriggio sono arrivate a coprire il 96 per cento della domanda di energia.</p>
<p>Si tratta, per ora, di casi limite, ma dicono anche che dalla strada è tracciata e sarà difficile tornare indietro. Un dato ulteriore per spiegarlo: la potenza fotovoltaica annuale del nostro paese ha rappresentato più del 33% di tutto il mercato mondiale del 2011 e quello italiano è diventato il primo mercato mondiale dell&#8217;anno davanti alla Germania che comunque conserva il primato per potenza cumulata con 24.700 Mw installati, l&#8217;Italia è seconda con 12.700 Mw e a maggio ha superato 13.160 Mw.</p>
<p>Nel 2011 l&#8217;italia ha installato 9.300 Mw fotovoltaici, che includono anche impianti per 3.500 Mw compresi nel decreto &#8216;salva Alcoa&#8217; (realizzati entro fine 2010 e allacciati in rete entro fine giugno 2011) e che hanno beneficiato degli elevati incentivi del conto energia. Con gli oltre 340mila impianti presenti nel nostro paese la produzione elettrica da fotovoltaico è stimabile oggi in circa 11 terawattora/anno ed è in continua crescita. Solo 5 anni fa era infinitesimale (0,039 twh).</p>
<p>Tutto ciò ha cambiato, come si diceva, le logiche del mercato dell&#8217;energia. Le ore centrali della giornata, quando il sole è più forte, sono coperte da fotovoltaico e &#8211; in parte &#8211; eolico. Nelle ore serali e notturne, sono gli impianti tradizionali, per lo più le centrali a gas, a mantenere in equilibrio il sistema. In altre parole, a garantire agli italiani a non rimanere al buio.</p>
<p>In questo modo, il risparmio in bolletta che si potrebbe ricavare dal fatto che &#8220;sole&#8221; e &#8220;vento&#8221; sono gratis è bilanciato dagli incentivi (che andranno però calando nei prossimi anni) e dai costi per temere aperte le centrali tradizionali anche in orari in cui producono in perdita (perché non si possono spegnere ed accendere a comando). E il picco di prezzo più alto si è spostato nelle ore serali.</p>
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		<title>Deraglia la locomotiva Tedesca del fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Report e Statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il calo degli incentivi pubblici e la concorrenza sul prezzo da parte dei produttori asiatici stanno mettendo in difficoltà gli operatori occidentali del fotovoltaico. Un trend al quale non sfugge nemmeno la Germania, la locomotiva dell&#8217;economia europea e il Paese che, con l&#8217;Italia, più ha scommesso sul settore. Nei giorni scorsi il costruttore tedesco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/grafico-germania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3651" style="margin: 3px;" title="grafico-germania" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/grafico-germania.jpg" alt="Deraglia la locomotiva Tedesca del fotovoltaico" width="200" height="140" /></a>Il calo degli incentivi pubblici e la concorrenza sul prezzo da parte dei produttori asiatici stanno mettendo in difficoltà gli operatori occidentali del fotovoltaico.</p>
<p>Un trend al quale non sfugge nemmeno la Germania, la locomotiva dell&#8217;economia europea e il Paese che, con l&#8217;Italia, più ha scommesso sul settore.</p>
<p><span id="more-3649"></span>Nei giorni scorsi il costruttore tedesco di pannelli solari Q-Cells ha deciso di portare i libri in tribunale (si tratta del quarto caso negli ultimi mesi), passando in poco tempo da un esempio di scuola (nel 2007 era arrivata a valere in Borsa 10 miliardi di euro), protagonista della conversione della Chemical Valley nell&#8217;ex-Germania Est, rimasta deserta dopo la caduta del Muro, ad azienda in difficoltà, a causa del taglio degli aiuti governativi e della diffusione dei pannelli solari a basso costo provenienti dalla Cina.</p>
<p>Ora è First Solar, colosso americano nella tecnologia del film sottile, ad annunciare la chiusura per fine anno dell&#8217;impianto a Francoforte a causa della crisi in Europa. «Un&#8217;area che non rende più profittevoli le nostre operazioni», spiega in una nota la società. First Solar soffre anche in altri mercati, tanto da aver messo a punto un taglio del 30% della sua forza lavoro, con l&#8217;obiettivo di ottenere risparmi consistenti (tra i 30 e i 30 milioni di dollari quest&#8217;anno e tra i 100 e i 120 milioni di dollari entro la fine del 2013) e sanare il passivo di 840 milioni registrato lo scorso anno.</p>
<p>Le difficoltà del settore, infatti, non si fermano solo alla Germania. «L&#8217;intero Occidente si trova in una situazione di sovraccapacità produttiva», Ben Schuman, analista di Pacific Crest Securities. «C&#8217;è stato uno sviluppo molto rapido, ma lo scenario ora è cambiato». I governi occidentali, pressati dalla necessità di salvaguardare i bilanci, hanno ridotto il sostegno pubblico al settore. Intanto, la concorrenza crescente dalla Cina ha fatto calare del 54% in un anno il prezzo medio dei moduli, mandando fuori mercato i concorrenti che operano nei Paesi con un costo del lavoro più elevato.</p>
<p>Emblematico il caso di Solyndra, simbolo della &#8220;green way&#8221; di Barack Obama, che non più tardi di due anni il presidente americano ha definito un&#8217;azienda simbolo del nuovo corso dell&#8217;economia mondiale (e foraggiato con un prestito da 535 milioni di dollari, con l&#8217;obiettivo di accrescere i posti di lavoro), che lo scorso autunno è andata in bancarotta dopo aver perso rapidamente quote di mercato a vantaggio dei concorrenti asiatici.</p>
<p>La protesta delle imprese del settore sulle rinnovabili contro i tagli del Governo. «Sono tre mesi che non si fanno nuovi impianti fotovoltaici. Giá con le tariffe di oggi, dunque, non ce la facciamo, figuriamoci con un ulteriore taglio del 50%». A lanciare l&#8217;allarme sono i due coordinatori della nuova Assosolare scesi in piazza a Montecitorio, insieme a per manifestare contro i tagli agli incentivi del governo Monti (fino al 35% per il fotovoltaico e fino al 15% per le altre fonti rinnovabili).</p>
<p>Con questi decreti, aggiungono, «si parla di circa 60 mila occupati a rischio». Per non parlare poi dei problemi relativi al registro per gli impianti piccoli: «Siamo nel paese della burocrazia. Il registro viene applicato ad impianti di piccola taglia, ossia di 12Kw mentre ad oggi il tetto è di mille Kw». Per capire: «si deve iscrivere al registro anche un impianto fotovoltaico di una villetta bifamiliare».</p>
<p>L&#8217;associazione, inoltre, recrimina anche il mancato confronto:«La bozza dei decreti è stata emanata dal governo in solitaria. Chiediamo, dunque, quel confronto che c&#8217;è sempre stato anche con l&#8217;ex ministro Romani».</p>
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		<title>Le tariffe nascoste del 5 conto energia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conto Energia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal momento che la data di pubblicazione del 5 conto energia ancora non è chiara, sembrerebbe prematuro parlare delle sue tariffe. Però, per cercare di capire cosa bolle in pentola con il nuovo 5° conto energia, proveremo a ragionare in merito alle cose che già conosciamo. Già il IV Conto prevedeva un radicale cambio con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/GSE1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3598" style="margin: 3px;" title="GSE" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/GSE1.jpg" alt="Le tariffe nascoste del 5 conto energia" width="200" height="200" /></a>Dal momento che la data di pubblicazione del 5 conto energia ancora non è chiara, sembrerebbe prematuro parlare delle sue tariffe.</p>
<p>Però, per cercare di capire cosa bolle in pentola con il nuovo 5° conto energia, proveremo a ragionare in merito alle cose che già conosciamo.</p>
<p>Già il IV Conto prevedeva un radicale cambio con il passaggio dall’attuale sistema tariffario al sistema della tariffa omnicomprensiva nel 2013.</p>
<p>E questa sarà anche una delle certezze del V Conto.<span id="more-3595"></span></p>
<p>Con la tariffa omnicomprensiva sarà valorizzata tutta l’energia immessa in rete, mentre vi sarà una tariffa premio sull’autoconsumo.</p>
<p>Ma a queste due tariffe manca la parte relativa agli incentivi. Ce lo dice il decreto nell’articolo 2 (definizioni) al comma v, ovvero: “Componente incentivante delle tariffe: è convenzionalmente assunta pari al valore della tariffa premio sull’autoconsumo”.</p>
<p>Quindi la tariffa omnicomprensiva comprende una quota incentivante (di importo convenzionalmente assunto pari alla tariffa autoconsumo) e una quota che compensa e valorizza l’energia immessa in rete, possiamo dire che si tratta di vendita dell’energia, anche se non usiamo il termine vendita per non confondere.</p>
<p>Il V Conto infatti, per come sono strutturate le tariffe, è un beneficio alternativo allo scambio sul posto o alla vendita (o meglio ritiro dedicato). Gli impianti fotovoltaici possono godere dei benefici del Conto Energia oppure in alternativa accedere allo scambio sul posto o al ritiro dedicato (articolo 12 comma 5).</p>
<p>Questo è da tenere in considerazione ad esempio per gli impianti su edifici che dovranno installare il fotovoltaico per obbligo del decreto 20/2011 (non incentivabili), oppure per gli impianti che non sono entrati nel registro dei grandi impianti del IV Conto Energia e che non riusciranno a rientrare nel ben più restrittivo registro del V Conto</p>
<p>Il nuovo sistema premierà chi consumerà istantaneamente l’energia che produce, il beneficio dell’autoconsumo infatti si sommerà al risparmio per il mancato acquisto dell’energia, di fatto se consideriamo un costo ipotetico del kWh di 0,2 €, chi avrà un impianto sino a 3kW durante l’autoconsumo avrà un vantaggio derivato dal risparmio in bolletta aggiunto alla tariffa autoconsumo, ovvero 0,200 + 0,155 (0,355 €).</p>
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		<title>Le trivelle al posto delle energie rinnovabili</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo sta mettendo in difficoltà un settore che mostra invece con i numeri di essere protagonista del comparto energetico e dell&#8217;economia più dinamica. Una svista che viene ancor più messa in evidenza dal programma del Ministro Passera a favore dell&#8217;estrazione degli idrocarburi nazionali. Questo Governo sull’energia ragiona con i numeri, ma solo con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/trivella.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3589" style="margin: 3px;" title="trivella" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/trivella.jpg" alt="Le trivelle al posto delle energie rinnovabili" width="200" height="120" /></a>Il Governo sta mettendo in difficoltà un settore che mostra invece con i numeri di essere protagonista del comparto energetico e dell&#8217;economia più dinamica.</p>
<p>Una svista che viene ancor più messa in evidenza dal programma del Ministro Passera a favore dell&#8217;estrazione degli idrocarburi nazionali.<span id="more-3584"></span></p>
<p>Questo Governo sull’energia ragiona con i numeri, ma solo con i suoi. Dice di ascoltare gli operatori, ma le soluzioni le ha già in tasca prima di iniziare ogni dialogo.</p>
<p>I legacci messi nei due decreti sulle energie rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico sono gabbie che permettono soltanto spazi limitati per le imprese del settore.</p>
<p>Ipocritamente, tabelle comparate ministeriali ci suggeriscono che le tariffe previste sono ancora sopra la media europea, ma non ci dicono che per arrivare a ottenerle l’impresa è epocale e, di fatto, per molti sarà impossibile; vedi registri e burocrazia annessa.</p>
<p>Manca una visione complessiva sull’innovazione in campo energetico e soprattutto per un vero sviluppo dell’energia distribuita e rinnovabile, anche oltre gli incentivi.</p>
<p>Quello che anima il Governo Monti, è la volontà di mettere sotto amministrazione controllata un settore, spesso beneficiario, certo, di elevati incentivi (grazie anche a una cattiva politica incapace di analisi corrette e di medio periodo), ma che ha anche ribaltato in pochissimi anni uno scenario energetico che rimette in discussione tutte le antiche certezze.</p>
<p>Bastano alcuni dati. A marzo 2012 la richiesta di energia elettrica (27,4 TWh, in calo del 5,2% rispetto al marzo 2011) è stata coperta dal fotovoltaico per il 6,4% (1,77 TWh), percentuale che supera il 10% se contiamo anche l’eolico.</p>
<p>Il contributo del FV è stato 3,2 volte maggiore rispetto al marzo 2011 e superiore di quasi il 30% rispetto al luglio 2011, fino ad allora mese record per la produzione FV (vedi bilancio mensile Terna).</p>
<p>Lo scorso Lunedì di Pasqua (9 aprile 2012) è poi da ricordare. Sebbene sia stato ovviamente un giorno con una modesta domanda di energia elettrica, va comunque evidenziata una nota di Terna SpA: tra le ore 13 e le 14 il 64% dell’elettricità prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili.</p>
<p>E nello stesso momento in Sicilia le fonti rinnovabili hanno fornito il 94% dell’energia richiesta (in Sicilia la media giornaliera, sera e notte comprese, è stata del 60%).</p>
<p>Nell’isola, dunque, il prezzo dell’elettricità, in quell’ora, è stato quasi pari a zero. Terna ha spiegato che per ogni punto percentuale in più di elettricità da rinnovabili il suo prezzo diminuisce di 2 €/MWh.</p>
<p>Chi vuole può arrivare alle sue conclusioni. È stato dato un dito a questi ‘anarchici’ delle fonti pulite e ora si sono presi tutto il braccio.</p>
<p>Di fronte a questi dati non stupiscono quei documenti che sono stati segnalati da alcuni soggetti responsabili di impianti FV ed eolici alla nostra redazione per informarci di comunicazioni da Enel Distribuzione che hanno per oggetto la possibile riduzione della generazione distribuita per motivi di sicurezza nei periodi di basso carico (nei casi specifici per impianti fotovoltaici in Puglia, Basilicata e Toscana) e proprio per i giorni delle festività pasquali.</p>
<p>In uno vi si legge: “in caso di emergenza Terna potrà quindi chiedere a Enel Distribuzione di provvedere all’apertura dell’interruttore di linea MT cui è connesso il suo impianto di produzione per un periodo di tempo stabilito”.</p>
<p>Pare che anche gli impianti di Enel Green Power abbiamo subito questa disposizione.</p>
<p>Di fronte a un settore delle rinnovabili in notevole crescita, il Governo si comporta da ragioniere, ma non mette nei suoi calcoli il rischio di mettere in ginocchio centinaia di imprese (alcune hanno già chiuso i battenti) e di scoraggiare investitori nazionali ed esteri che forse scapperanno per sempre dall’Italia.<br />
Non sappiamo ora quanti e quali margini di manovra avranno le Regioni per chiedere modifiche ai decreti.</p>
<p>Intanto queste ci fanno sapere che sono particolarmente colpite da un&#8217;inspiegabile rigidità dei Ministeri dimostrata nel primo incontro di presentazione dei decreti.</p>
<p>Il fatto è che le rinnovabili hanno corso tanto e in tempi troppo rapidi.  Questo è il punto: danno fastidio ai grandi produttori di energia e a Confindustria (almeno a una parte di essa).</p>
<p>Una volta bloccate, anche se la speranza di qualche rivisitazione dei due sconfortanti decreti c’è ancora, lo strabismo del Governo in campo energetico guarderà a quello che forse più gli preme, cioè favorire l&#8217;estrazione di idrocarburi, gas e metano, nazionali, allargando le maglie delle autorizzazioni a trivellare qua e là il Paese.</p>
<p>Il Ministro Corrado Passera, nella sua audizione alla commissione Industria del Senato, lo ha descritto come un obiettivo della sua Strategia energetica nazionale. &#8220;Non tutti sanno che l&#8217;Italia ha ingenti riserve di gas e petrolio e che una parte importante di queste riserve è attivabile in tempi rapidi consentendo di soddisfare potenzialmente circa il 20% dei consumi dal 10% attuale&#8221;, ha detto il ministro.</p>
<p>E ha spiegato che intende “muoversi decisamente in questa direzione che potrebbe consentire di attivare 15 miliardi di euro di investimenti, con 25mila posti di lavoro stabili e addizionali&#8221;.</p>
<p>Il suo obiettivo è ridurre la bolletta energetica di importazione di oltre 6 miliardi l&#8217;anno aumentando quindi il Pil di quasi mezzo punto percentuale e ricavare 2,5 miliardi di entrate fiscali sia nazionali che locali.</p>
<p>Ci fornisce un’analisi completa stavolta, fatta sicuramente anche con i dati forniti da Eni, mentre sappiamo che omette sistematicamente di considerare i benefici legati allo sviluppo delle rinnovabili. Forse troppo parcellizzati e complessi da mettere insieme?</p>
<p>Sull’uscita di Passera replica Legambiente, precisando che &#8220;le riserve stimate di 187 milioni di tonnellate, agli attuali tassi di consumo, verrebbero consumate in soli due anni e mezzo, mentre i 25mila posti di lavoro ipotizzati dal ministro con l&#8217;estrazione di idrocarburi, corrispondono alla metà delle persone impiegate nel settore delle fonti pulite che perderebbero il posto grazie ai suoi decreti, mentre con una seria prospettiva basata sullo sviluppo delle rinnovabili, i nuovi occupati potrebbero arrivare a 250mila unità, cioè 10 volte i numeri propagandati dal ministro legati allo sviluppo degli idrocarburi nostrani&#8221;.</p>
<p>Non parliamo poi dei miseri benefici locali reali che deriverebbero da questa politica, spesso sbandierati dai suoi promotori. Nel 2010 le royalties sulla produzione italiana di idrocarburi hanno contribuito alla finanza pubblica nazionale complessivamente con soli 202 milioni di euro, dei quali 146,7 indirizzati agli enti pubblici.</p>
<p>Insomma siamo ancora all’effetto sgocciolamento, il trickle down effect, come dicono gli economisti. Pochi che ci guadagnano e qualche briciola che arriva a tutti gli altri, che peraltro dovranno sopportare, in questo caso, anche le esternalità ambientali.</p>
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		<title>Il fotovoltaico che viene dallo spazio</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il futuro del fotovoltaico è già cominciato da tempo e le soluzioni possibili per aumentare l&#8217;efficienza dei pannelli si moltiplicano. Si mira al miglioramento delle celle di silicio per aumentarne di molto il rendimento o trovare nuovi materiali, soprattutto polimeri, magari organici, in grado di acchiappare i fotoni sempre meglio. Un&#8217;altra via è riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/spazio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3575" style="margin: 3px;" title="spazio" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/spazio.jpg" alt="Il fotovoltaico che viene dallo spazio" width="200" height="135" /></a>Il futuro del fotovoltaico è già cominciato da tempo e le soluzioni possibili per aumentare l&#8217;efficienza dei pannelli si moltiplicano.</p>
<p>Si mira al miglioramento delle celle di silicio per aumentarne di molto il rendimento o  trovare nuovi materiali, soprattutto polimeri, magari organici, in grado di acchiappare i fotoni sempre meglio.</p>
<p>Un&#8217;altra via è riuscire a concentrare meglio i raggi del sole prima che vadano a colpire il materiale capace di liberare elettroni e produrre energia. Questo sistema ha preso il nome di &#8220;fotovoltaico a concentrazione&#8221; e funziona soprattutto grazie a sistemi ottici, a lenti che modificano la traiettoria della luce per portarla sulla cella di silicio.<span id="more-3574"></span></p>
<p>Secondo la ABB, colosso mondiale nei sistemi per la produzione e utilizzazione dell&#8217;energia, è probabilmente la tecnologia fotovoltaica con le maggiori possibilità di sviluppo e per questo ha stretto un accordo commerciale in esclusiva con la società americana GreenVolts, di cui ha acquistato anche una partecipazione, per lo sfruttamento del suo sistema di fotovoltaico a concentrazione.</p>
<p>Il fotovoltaico a concentrazione di ABB punta su celle ancora fatte di silicio, ma del tipo chiamato &#8220;a tripla giunzione&#8221;, simili a quelle che montano i satelliti e le sonde spaziali e che quindi godono di un&#8217;alta affidabilità anche in condizioni estreme. Tripla giunzione significa che ogni cella ha al proprio interno tre diodi composti di strati di silicio trattati in modo diverso in modo da riuscire a sfruttare frequenze diverse della luce solare.</p>
<p>All&#8217;esterno della cella, invece, a raccogliere e concentrare i raggi ci pensano delle lenti di Fresnel, che sono lenti capaci di lavorare in poco spazio e che aumentano la concentrazione dell&#8217;irraggiamento di 1.300 volte. In questo modo il rendimento balza dal 15-20% garantito dal fotovoltaico tradizionale a oltre il 35%, con la prospettiva di arrivare presto anche al 50%. Significa che ben la metà del potenziale energetico dei raggi sarebbe davvero sfruttato.</p>
<p>Per tutto questo c&#8217;è però un prezzo da pagare: le celle devono essere tenute perpendicolari alla direzione della luce e quindi ogni pannello ha bisogno di un telaio mobile dotato di motori capace di modificare la posizione in ogni momento. In più la luce deve essere diretta: se il cielo è coperto dalle nuvole il sistema non funziona più (mentre il fotovoltaico tradizionale continua a produrre energia anche quando il sole non si vede). Insomma non tutte le zone del pianeta sono adatte per ospitare impianti di questo tipo, che sono anche più costosi almeno per il momento (però i conti vanno fatti con gli incentivi del conto energia), ma le regioni del Sud dell&#8217;Italia, Sicilia e Puglia in testa, sembrano certamente valide candidate.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche un altro tipo di impianti solari &#8220;a concentrazione&#8221; per i quali si stanno sperimentando nuove soluzioni che gli stanno facendo pure cambiare faccia: sono quelli termodinamici. Il solare termodinamico funziona concentrando i raggi del sole per scaldare un liquido che poi cederà il proprio calore per mettere in azione una turbina per produrre energia elettrica.</p>
<p>Dal primo progetto di Carlo Rubbia, sviluppato con l&#8217;Enea, l&#8217;idea era di scaldare sali, oppure olio, raccolti in grosse cisterne al centro dell&#8217;impianto, in modo da ottenere temperature molto alte in una sostanza capace di mantenere il calore per molto tempo. La nuova strada, o almeno quella scelta da Abb grazie all&#8217;accordo con al tedesca Novatec Solar, abbandona le grandi cisterne poste in cima ad alte torri in mezzo a una foresta di specchi e sposa l&#8217;idea di scaldare direttamente acqua e di farla circolare in tubi molto più vicini agli specchi che raccolgono e concentrano il calore del sole.</p>
<p>L&#8217;acqua è molto più facile da maneggiare (i sali creano problemi di corrosione, per esempio), il vapore che si genera può andare ad alimentare La corsa al futuro del fotovoltaico è già cominciata da tempo e le soluzioni possibili per aumentare l&#8217;efficienza dei pannelli si moltiplicano. Si punta al miglioramento delle celle di silicio per moltiplicarne il rendimento o a trovare nuovi materiali, soprattutto polimeri, magari organici, in grado di acchiappare i fotoni sempre meglio. Un&#8217;altra strada è riuscire a raccogliere meglio i raggi del sole prima che vadano a colpire il materiale capace di liberare elettroni e produrre energia.</p>
<p>Questo sistema ha preso il nome di &#8220;fotovoltaico a concentrazione&#8221; e funziona soprattutto grazie a sistemi ottici, a lenti che modificano la traiettoria della luce per portarla sulla cella di silicio. Secondo la ABB, colosso mondiale nei sistemi per la produzione e utilizzazione dell&#8217;energia, è probabilmente la tecnologia fotovoltaica con le maggiori possibilità di sviluppo e per questo ha stretto un accordo commerciale in esclusiva con la società americana GreenVolts, di cui ha acquistato anche una partecipazione, per lo sfruttamento del suo sistema di fotovoltaico a concentrazione.</p>
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		<title>In Giappone il 90% degli impianti fotovoltaici è di tipo residenziale</title>
		<link>http://www.logicaenergetica.it/giappone-impianti-fotovoltaici-residenziale/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[In Giappone, secondo un comunicato dell&#8217;azienda Suntech, leader mondiale nella produzione di pannelli e soluzioni per il fotovoltaico, il 90% delle vendite di moduli fotovoltaici è dedicato al mercato residenziale, diversamente ad esempio dagli Stati Uniti e dall’Italia, dove la maggior parte delle installazioni è invece dedicata ad imprese commerciali. Questo significa che le imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/giappone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3571" style="margin: 3px;" title="giappone" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/giappone.jpg" alt="In Giappone il 90% degli impianti fotovoltaici è di tipo residenziale" width="200" height="140" /></a>In Giappone, secondo un comunicato dell&#8217;azienda Suntech, leader mondiale nella produzione di pannelli e soluzioni per il fotovoltaico, il 90% delle vendite di moduli fotovoltaici è dedicato al mercato residenziale, diversamente ad esempio dagli Stati Uniti e dall’Italia, dove la maggior parte delle installazioni è invece dedicata ad imprese commerciali.<span id="more-3567"></span></p>
<p>Questo significa che le imprese in Giappone devono adattarsi ad un mercato estremamente diverso e particolare, in quanto in Giappone la casa è mediamente più piccola delle case degli altri paesi degli Stati Uniti ed Europei. L’installazione media tipica in una casa Giapponese è di circa 4kW, e Suntech deve far fronte alla richiesta di circa 1.000-2.000 acquirenti ogni mese per un totale di 8MW di installazioni nel residenziale.</p>
<p>Un numero di impianti molto alto che obbliga gli installatori in Giappone ad un approccio molto competitivo, con offerte di prodotti globali e assistenza dalla fase di proposta a quella di realizzazione e post vendita. Ed infatti molte aziende Giapponesi (come Suntech) sono in grado di fornire soluzioni globali che vanno oltre il semplice pannello, e comprendono monitoraggio, sistemi di fissaggio e tutti gli altri componenti che possono contribuire ad offrire un pacchetto completo.</p>
<p>Perché gli impianti residenziali dominano il mercato del solare in Giappone ? Parte del motivo è che il governo ha sempre offerto maggiori incentivi agli impianti residenziali rispetto a quelli installati in attività commerciali. Attualmente qualsiasi famiglia che sceglie di installare un impianto fotovoltaico riceve un incentivo in denaro di circa 48.000 yen, ovvero 620 dollari per kW, oltre alle tariffe feed in tariff.</p>
<p>Il governo Giapponese ha annunciato tariffe più aggressive anche per il mercato commerciale, con il target che si sposterà di conseguenza portando le installazioni residenziali da un 90% ad un 70%. In Italia invece stiamo facendo in modo di raffreddare tutto con il solito balletto annuale dei Conti Energia, delle bozze fantasma, delle date fantasma, senza alcuna certezza.</p>
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		<title>L&#8217;associazione Comuni Italiani è perplessa sui decreti per le rinnovabili</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conto Energia 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Associazione dei Comuni italiani manifesta i propri dubbi circa i decreti sulle energie rinnovabili. In particolare i dubbi riguardano l&#8217;incertezza sulla tempistica di accesso agli incentivi per gli impianti ‘in itinere’, il rischio della riduzione dei premi e incentivi per la riqualificazione ambientale e il rischio di un’eccessiva burocratizzazione delle procedure. Tommaso Sodano, vicesindaco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/Anci.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3561" style="margin: 3px;" title="Anci" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/Anci.jpg" alt="Lassociazione Comuni Italiani è perplessa sui decreti per le rinnovabili" width="200" height="150" /></a>L’Associazione dei Comuni italiani manifesta i propri dubbi circa i decreti sulle energie rinnovabili.</p>
<p>In particolare i dubbi riguardano l&#8217;incertezza sulla tempistica di accesso agli incentivi per gli impianti ‘in itinere’, il rischio della riduzione dei premi e incentivi per la riqualificazione ambientale e il rischio di un’eccessiva burocratizzazione delle procedure.<span id="more-3560"></span></p>
<p>Tommaso Sodano, vicesindaco di Napoli e delegato Anci all&#8217;ambiente, ha concordato sulle preoccupazioni espresse dalla commissione, dicendo che queste norme arrivano un po&#8217; a gamba tesa, mettendo in discussione alcuni investimenti già realizzati ed aumentando quel clima di incertezza che ha bloccato negli anni scorsi il settore delle energie rinnovabili. Mi auguro che ci sia lo spazio per interventi che diano maggiori certezze almeno nella fase di transizione.</p>
<p>Enrico Borghi, delegato alla montagna, auspica che prima dell&#8217;incontro del 10 maggio ci sia lo spazio per alcuni miglioramenti, a cominciare dall’inserimento di criteri di premialità per i piccoli Comuni che si colleghino alle attività che vengono già svolte nell&#8217;ambito del Patto dei Sindaci, includendo anche le iniziative dei Comuni per il miglioramento ambientale, come la rimozione dell&#8217;amianto, la bonifica delle aree inquinate.</p>
<p>Anie/Gifi ha inviato al Governo ed alle Regioni la propria proposta migliorativa da apportare al Quinto Conto Energia. Una proposta condivisa con la base associativa che mira a dare continuità al mercato e garantire prospettive di sviluppo all’industria nazionale.</p>
<p>Un 5° Conto Energia – dichiara Valerio Natalizia, Presidente Gifi/Anie – con i contenuti così come riportati nella bozza del Ministero dello Sviluppo Economico, in un settore che è già stato fortemente colpito da numerose e penalizzanti modifiche negli ultimi 18 mesi, ha effetti fortemente destabilizzanti per l’intero comparto, in quanto contiene provvedimenti decisamente restrittivi per lo sviluppo del mercato e senza aperture a soluzioni innovative già esistenti che contribuirebbero ad una migliore integrazione del fotovoltaico nel panorama energetico nazionale.</p>
<p>Ecco, in pratica, la proposta di Anie/Gifi che rappresenta oggi circa 200 aziende operanti nella filiera:</p>
<ul>
<li> Innalzamento del budget indicativo di incentivazione a 7 miliardi €/anno;</li>
<li> Il 1° settembre 2012 quale data di entrata in vigore del 5° Conto Energia;</li>
<li> Tutela degli investimenti avviati per i grandi impianti in corso di costruzione e/o già connessi ma non a registro e per gli impianti iscritti a registro che non hanno comunicato la fine lavori;</li>
<li>L’individuazione di opportune forme di incentivazione a sostegno e sviluppo dell’industria nazionale.</li>
</ul>
<p>Approvare senza modifiche il Quinto Conto Energia– conclude Natalizia – significherebbe vanificare gli oltre 5,6 miliardi €/anno già impegnati per i prossimi 20 anni mettendo in discussione la sopravvivenza delle aziende italiane. Auspico che il Governo e le Regioni apportino le modifiche essenziali proposte per permettere all’industria nazionale di continuare a creare benefici economici, ambientali e sociali per il Sistema Paese.</p>
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		<title>Il fotovoltaico ce la può fare già ora senza incentivi?</title>
		<link>http://www.logicaenergetica.it/fotovoltaico-senza-incentivi/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia ci sono studi che mostrano come alcuni tipi d’installazioni sarebbero già ora competitivi senza sussidi, in barba al quinto conto energia. Viste le grosse difficoltà nell&#8217;accesso agli incentivi, che il quinto conto energia, così come proposto creerebbe, si è iniziato a parlare di impianti economicamente fattibili senza incentivi. Alcune tipologie d’impianti, sostiene la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/INCENTIVI-FOTOVOLTAIC0.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3540" style="margin: 3px;" title="INCENTIVI-FOTOVOLTAIC0" src="http://www.logicaenergetica.it/wp-content/uploads/INCENTIVI-FOTOVOLTAIC0.jpg" alt="Il fotovoltaico ce la può fare già ora senza incentivi?" width="200" height="132" /></a>In Italia ci sono studi che mostrano come alcuni tipi d’installazioni sarebbero già ora competitivi senza sussidi, in barba al quinto conto energia.</p>
<p>Viste le grosse difficoltà nell&#8217;accesso agli incentivi, che il quinto conto energia, così come proposto creerebbe, si è iniziato a parlare di impianti economicamente fattibili senza incentivi.<span id="more-3536"></span></p>
<p>Alcune tipologie d’impianti, sostiene la Aba Impianti di Milano, sarebbero già convenienti senza sussidi. Per dimostrarlo riporta lo studio di un&#8217;ipotetico impianto su tetto da 72 kW situato a L’Aquila per un edificio con un consumo annuo di 100.000 kWh e un consumo contemporaneo di energia prodotta pari a 70.000 kWh, che è quello di un’azienda attiva sia durante le ore mattutine sia nelle ore pomeridiane, in grado di assicurare una producibilità pari a 1.400 kWh/kW</p>
<p>L’impianto ha un costo di realizzazione stimato di 93.000 euro e un onere annuale di manutenzione di 4.500 euro. Considerando un tasso d’interesse annuo del 5%, sostiene la società, è così possibile quantificare nel dettaglio il reale ritorno economico dell’impianto: il risparmio dei consumi contemporanei si aggirerebbe attorno agli 11.000 euro, in considerazione del prelevamento diretto dell’energia dal sistema fotovoltaico e dal sempre più elevato costo dell’energia stessa.</p>
<p>Il contributo in conto scambio per i 30.000 kWh immessi nella rete e successivamente rivenduti sarebbe di circa 4.300 euro.</p>
<p>Sui 20 anni, contando usura dell&#8217;impianto e aumento del costo dell&#8217;energia, il risparmio/autoconsumo supererebbe i 17.000 euro, mentre il contributo in conto scambio sarebbe ritenuto pari a poco meno di 4.000 euro. Piano piano la “grid parity” si avvicina.</p>
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