DESERTEC avanza

DESERTEC avanzaCome descritto già nell’articolo dell’8 settembre 2009 il progetto DESERTEC consiste nell’alimentare il nostro continente attraverso una mega centrale solare termodinamica realizzata nel deserto del Sahara; a settembre si parlava di stesura del business plan oggi tra i principali attori di un progetto a carattere continentale entra Enel Green Power.

La validità del progetto è inoltre rafforzata da altri partner di spicco come la francese Saint Gobain, la spagnola Red Electrica, la marocchina Nareva e l’americana First Solar.

Nel momento in cui tanti protagonisti del campo uniscono le forze in un obiettivo comune si può solo ben sperare e forse soddisfare il 15% del fabbisogno continentale attraverso il solare non è più una proiezione onirica; passaggio fondamentale di questa operazione è in coinvolgimento delle popolazioni che ospiteranno sulla loro terra il gigante ecologico provvedendo innanzitutto al loro fabbisogno di energia.

Per chi volesse informazioni più fresche e sempre aggiornate rimandiamo al sito ufficiale del progetto http://www.desertec.org/

La spinta verso il rinnovabile di Google

La spinta verso il rinnovabile di GoogleProprio così il colosso mondiale per quello che riguarda internet vuole dare il suo contributo allo sviluppo di tecnologie che migliorino la qualità della vita sul nostro pianeta sostituendosi agli idrocarburi.

Per un’azienda come Google che costituisce il suo “know how” principale sulla capacità di trasformare nuove idee in solide realtà il rinnovabile costituisce una sfida troppo affascinante per non essere considerato tra le attività del gigante; infatti già nel 2007 la società americana, più precisamente di Montain View, aveva sviluppato un progetto, totalmente autofinanziato, per trovare una fonte di energia rinnovabile che costasse meno del carbone. Il progetto ha lasciato intendere interessanti sviluppi che ad oggi però non si sono  ancora tramutati in risultati tangibili, ma mentre un progetto avanza ne viene aperto un altro: anche in questo caso l’obiettivo è ridurre i costi, si parla di Solare Termodinamico, la tecnologia di cui noi italiani possiamo rivendicare la paternità grazie al nostro premio Nobel Carlo Rubbia.

L’obiettivo di google è di ridurre il prezzo di questa tecnologia attraverso l’utilizzo di particolari specchi che permetterebbero di tagliare drasticamente i costi di produzione, rendendo così la tecnologia molto più a buon mercato di quanto non lo sia ora. Sembra che questa volta la strada imboccata dagli studi del gigante (Google) sia quella giusta, sembra infatti che il prodotto potrebbe essere disponibile sul mercato addirittura tra tre anni, staremo a a vedere.