I supermercati contro lo spreco di energia

I supermercati contro lo spreco di energiaL’industria della Grande Distribuzione Organizzata (G.D.O.) ha un elevatissimo consumo di energia elettrica per il funzionamento delle sue infrastrutture, operanti capillarmente su tutto il  territorio Italiano.

Per questo motivi, si sta cercando di ridurre l’impatto ambientale con strategie mirate a contenere i consumi, quali impianti elettrici all’avanguardia, logistica centralizzata per diminuire l’impatto del trasporto delle merci e nuove soluzioni per ridurre gli sprechi dei banchi frigo alimentari.

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Ancora pochi anni per la “grid parity” in Italia.

febbraio 21, 2012 di  
Categorie: Efficienza Energetica, Fotovoltaico

Ancora pochi anni per la grid parity in Italia.Entro due anni il fotovoltaico italiano sarà competitivo sul mercato dell’energia elettrica. La grid parity sarà raggiunta in un periodo relativamente breve, il biennio 2013-2015, ad iniziare dagli impianti da 100 kWp su tetto appartenenti al segmento.

Ma che cosa è la grid parity? Il termine fa riferimento alla “parità” fra il costo di produzione dell’energia da fonte rinnovabile e il costo di acquisto dell’energia dalla rete ‘grid’ appunto, che invece si basa per la quasi totalità sulla produzione elettrica da fonti fossili.

Al raggiungimento della grid parity si ha (almeno teoricamente) l’indifferenza perfetta dal punto di vista economico, fra le diverse fonti di energia. Leggi tutto

Un automobile alimentata dai pannelli solari

febbraio 17, 2012 di  
Categorie: Efficienza Energetica, Fotovoltaico

Un automobile alimentata dai pannelli solari Non sarebbe bello poter realizzare un’automobile alimentata da pannelli solari che caricano batterie per auto?

Potremmo circolare senza più inquinare l’ambiente, nelle strade si avrebbe soltanto aria pulita e non più male odori dovuti alla combustione di derivati del petrolio.

Un guadagno economico, ambientale e organico, se pensiamo a tutte le malattie derivate dall’inquinamento atmosferico. Leggi tutto

I vetri fotovoltaici

febbraio 8, 2012 di  
Categorie: Efficienza Energetica, Fotovoltaico

I vetri fotovoltaiciL’evoluzione della tecnologia porta in tutti i campi apparecchiature sempre più avanzate che vanno a migliorare o a sostituire quelle esistenti. È il caso del fotovoltaico.

I ricercatori nel campo delle energie rinnovabili hanno preparato dei “vetri fotovoltaici”, veri e propri pannelli trasparenti che utilizzano il vetro come base e lasciano passare la luce.

Potendo ricoprire superfici vetrate come lucernari, tetti e facciate, l’edificio ci guadagnerà in risparmio energetico e in illuminazione naturale e diventerà produttore “in proprio” e in maniera autonoma di energia. Questi andranno a sostituire i tradizionali pannelli rettangolari che sono in questo momento sono installati sui tetti.

Ma come funzionano questi ‘vetri’? I vetri fotovoltaici sono in grado di assorbire la luce grazie ad una speciale vernice trattata con gel di silicio che trasforma i pannelli in semiconduttori. La tecnologia oggi ha consentito di rendere i vetri di una trasparenza tale da poter essere utilizzabili anche nelle abitazioni.

Il gel può essere applicato sia in uno strato interno ai doppi vetri che superficialmente e funziona come ottimizzatore per l’assorbimento dei raggi, così da mantenere un grado di trasparenza del vetro del 30% e favorire così l’illuminamento naturale interno. Anche il loro costo è abbordabile si aggira all’incirca alla metà del costo di un pannello tradizionale.

Numerose aziende si sono già specializzate in questo nuovo prodotto ma è sempre meglio affidarsi a chi ha già un buona dose di esperienza nella produzione e nel montaggio di soluzioni complesse di pannelli solari.

Inoltre, sempre pensando alla scoperta di nuove tecnologie, il Massachusetts Institute of Tecnology (MiT) sta facendo uno studio su un sistema per produrre energia solare dai normali vetri, senza bisogno di utilizzare celle o vetri fotovoltaici al silicio.

Un chip efficente come 7 metri quadrati di pannelli fotovoltaici

febbraio 7, 2012 di  
Categorie: Efficienza Energetica, Fotovoltaico

Un chip efficente come 7 metri quadrati di pannelli fotovoltaiciIn un laboratorio vicino Piacenza, 15 ricercatori stanno lavorando ad un progetto molto ambizioso; la produzione di un nuovo chip fotovoltaico in grado di trasformare il 45% della luce solare ricevuta in corrente elettrica.

Tenete presente che un pannello di oggi arriva al 18%. Inoltre questi nuovi chip riusciranno a lavorare su luce concentrata pari a 500 o persino 1000 soli equivalenti.

Questo programma, facente parte di un progetto di ricerca Europeo relativo agli studi a lungo termine sulle frontiere dell’energia, viene finanziato da 16 partner con 12 milioni di investimento complessivi in 5 anni. Leggi tutto

Il Fotovoltaico usa soltanto il 10-12% del suo potenziale

gennaio 27, 2012 di  
Categorie: Efficienza Energetica, Fotovoltaico

Il Fotovoltaico usa soltanto il 10 12% del suo potenzialeIl sistema di produzione di energia fotovoltaica è “sottoutilizzato”, perché in questo momento usa appena il 10-12% dell’energia solare catturata dai pannelli con un’abbondante perdita di ben 88% delle sue potenzialità.

A rivelarlo in un’intervista televisiva è il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha auspicato, per i prossimi anni, un potenziamento delle rinnovabili che passi attraverso investimenti in ricerca e sviluppo e un incremento del fotovoltaico, che “dovrebbe fare un salto tecnologico in grado di colmare, il vistoso dato. Il settore, ha spiegato il ministro, ha un potenziale enorme di sviluppo, attualmente viene infatti utilizzato soltanto il 10-12% dell’energia solare”. Leggi tutto

Detrazione 55% per più interventi nello stesso edificio

dicembre 17, 2010 di  
Categorie: Efficienza Energetica

Detrazione 55% per più interventi nello stesso edificio

Il quesito posto riguarda il comma 344 dell’art. 1 della Finanziaria 2007 che consente di detrarre dall’Irpef il 55% delle spese documentate relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori di cui all’allegato C, n. 1), tabella 1, annesso al Dlgs 192/2005.

La Finanziaria 2007 fissava al 31 dicembre 2007 la scadenza dell’agevolazione;  successivamente la Finanziaria 2008 l’ha prorogata fino al 31 dicembre 2010 e per gli anni 2008, 2009 e 2010, ha fissato nuovi valori limite di fabbisogno di energia primaria annua per la climatizzazione invernale.

La domanda è la seguente: è possibile eseguire sullo stesso immobile, nel corso del triennio 2007-2010, più interventi riconducibili all’art. 1, comma 344, della Finanziaria 2007, intesi come singoli interventi e non come prosecuzione dei precedenti anche dal punto di vista formale, a seguito dei quali, con ciascun intervento, si è conseguito un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori limite fissati per ciascun anno? Ed è quindi possibile fruire della detrazione del 55%, fino all’importo massimo di 100.000,00 euro per ogni singolo intervento effettuato autonomamente?

Per questa tipologia di intervento, la norma non specifica quali opere o quali impianti occorre realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche richieste; di conseguenza, come chiarito con la Circolare 36/2007 dell’Agenzia delle Entrate, tale categoria può comprendere qualsiasi intervento o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio (ad esempio la sostituzione o l’installazione di impianti di climatizzazione invernale non espressamente agevolati).

Anche se nei modelli di dichiarazione è consentita l’indicazione di spese per “interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti” sostenute anche in più periodi di imposta, secondo le Entrate, un intervento può considerarsi autonomo sulla base di elementi riscontrabili in via di fatto oltre che, ove richiesto, dell’espletamento degli adempimenti amministrativi relativi all’attività edilizia, quali la denuncia di inizio attività e il collaudo dell’opera o la dichiarazione di fine lavori.

L’Agenzia spiega, inoltre, che, per fruire della detrazione del 55%, il contribuente deve essere in possesso dell’attestato di qualificazione energetica dell’edificio, dal quale risulti il fabbisogno energetico, e dell’asseverazione del tecnico abilitato che attesti la corrispondenza dell’intervento effettuato ai requisiti tecnici richiesti dalla normativa. Ogni intervento, pertanto, per essere considerato autonomamente detraibile, rispetto a quelli eseguiti in anni precedenti, deve essere anche autonomamente certificato dalla documentazione indicata.

L’Intero porto di PADOVA

Per abbattere pesantemente i nostri consumi bisogna associare sempre fonti di energia alternative ad un uso razionale dell’energia, questo è quello che è stato fatto presso Padova, è stato infatti realizzato un interporto, che dopo vedremo come funziona, dotando la struttura di un impianto fotovoltaico da 3 MWper provvedere al fabbisogno energetico della stessa.LIntero porto di PADOVA

Ma questa volta non ci soffermeremo a parlare dell’impianto fotovltaico bensì del sistema di gestione dei trasporti che contraddistingue l’Interporto. Uno dei problemi che attanaglia tutto il nostro paese è sicuramente la presenta di un infinità quantità di mezzi pesanti sulle nostre strade, fenomeno che genera fondamentalmente tre problematiche:

  1. Sicurezza della strada
  2. Inquinamento acustico, atmosferico
  3. Maggior costo delle merci

La città di Padova ha creato per questo l’INTERPORTO, che non è nient’altro che un sistema per spostare il trasporto da gomma su rotaia; ma come funziona l’INTERPORTO? Tutte le merci invece di essere consegnate direttamente al destinatario sono consegnate all’interporto, luogo dal quale viene fatta un’ottimizzazione degli spostamenti tale per cui ad oggi quello che si faceva con 3 viaggi viene fatto con 1 e mezzo.

In questo modo non solo si liberano le strade dai mezzi pesanti ma si risparmia moltissimo in termini di carburante inquinando meno.

Dalla piccola ricerca fatta dai giornalisti di RAI 3 si evince quanto PADOVA abbia generato un guadagno per la città risolvendo un problema sia ai fornitori che ai cittadini; i numeri di questa iniziativa sanciscono una nuova era dei trasporti nella quale la gestione deve essere quanto più possibile razionale e le enormi superfici messe a disposizione dalla struttura devono essere sfruttate per produrre energia sfruttando la fonte solare.

L’auto ad aria compressa

Lauto ad aria compressaSembra impossibile ma invece è realtà, orma è in produzione l’auto a d aria compressa; il veicolo ideato dell’ingegnere  francese Négre insieme a suo figlio, sfrutta l’energia dell’aria compressa per alimentarsi.

Ma vediamo nel particolare in cosa consiste il funzionamento di questo innovativo propulsore: l’energia viene immagazzinata sotto forma di aria compresse in delle bombole al carbonio montate sull’autovettura alla pressione di 300 bar, questo significa che vengono accumulati circa 90 metri cubi d’aria in un volume reale di 90 litri. Il motore sfruttando l’espansione, resa il più possibile a temperatura costante, riesce ad estrarre energia meccanica che viene trasferita all’albero motore.

Il bello di questo veicolo è con un pieno di aria compressa è possibile percorrere, ad una velocità do 50 km/h, ben 300 km; raddoppiando la velocità l’autonomia si riduce però ad un terzo. E’ possibile far un pieno in due modi, acquistando aria compressa presso una stazione di rifornimento sia utilizzando un piccolo compressore che la casa fornisce insieme al veicolo; nel primo caso bastano 3 minuti mentre nel secondo ci vogliono dalle 3,5 ore alle 6 a a seconda del tipo di alimentazione.

Tante da subito le critiche a partire dal fatto che la macchina non è pienamente ecologica perché si ricarica con l’energia prodotta magari dalle centrali nucleari, pronta la risposta dei produttori i quali hanno asserito che innanzitutto spostare l’inquinamento dalla città a zone lontane dalla comunità è già un risultato ottimale inoltre è sicuramente più efficiente produrre energia da un grande motore per tutti piuttosto che da tanti piccoli motori a bordo dei veicoli.

Il dato più strabiliante, comunque, rimane quello relativo ai costi 1.5 € per fare il pieno e 6000€ per comprare la vettura. Insomma sembra essere proprio un progetto rivoluzionario per chi fosse interessato http://www.mdi.lu/index.php .

Tomorrow’s Volvo car

Questo è il nome del progetto finanziato dalla Comunità Europea e portato avanti dai ricercatori dell’Imperial College di Londra. Come tutte le grandi innovazioni anche questa è spinta dal desiderio di risolvere una problematica seria che sta rallentando lo sviluppo dei veicoli elettrici: l’accumulo a bordo di energia elettrica.Tomorrows Volvo car

Ancora oggi il modo più economico e performante per trasportare grandi quantità di energia risultano essere i derivati del petrolio, la macchina elettrcia fatica a svilupparsi perchè per dare un’autonomia appena soddisfacente abbiamo bisogno di ingombranti e pesanti gruppi di batterie. I ricercatori hanno risposto a questa esigenza creando un materiale composito, in  fibra di carbonio e resina polimerica, che ha la capacità di accumulare energia. In questo modo sarà possibile fabbricare la scocca, gli sportelli, il tetto e quant’altro di un materiale che ha le stesse caratteristiche meccaniche dell’alluminio, pesa di meno e funge da batteria.

Questo materiale oltre ad avere caratteristiche ottimali per essere utilizzato come scocca ha anche la stoffa del grande accumulatore, infatti riesce ad immagazzinare molto rapidamente energia caratteristica fondamentale per l’applicazione automobilistica; infatti un altro limite delle batterie è il tempo di carica che non si accosta bene con la mobilità (pensate soltanto di dover fare una sosta di 1 ora per fare il pieno…)

Riportiamo di seguito un video direttamente dai laboratori che illustra il funzionamento del materiale.

Nel progetto è immediatamente entrata anche VOLVO impegnandosi ad installare il materiale all’interno dell’incavo della ruota di scorta di un suo veicolo, questo solo dopo che il college inglese avrà dimostrato, conti alla mano, la validità economica dell’iniziativa.

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