Linee Guida Nazionali, attesa dalle regioni.
ottobre 12, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Incentivi Fotovoltaico
Un corretto recepimento delle Linee Guida Nazionali per il procedimento unico di autorizzazione degli impianti per la produzione di energia verde consentirebbe infatti di superare finalmente sia la frammentazione normativa creatasi nel settore delle fonti rinnovabili, sia di incentivare il tessuto industriale favorendo gli investimenti nella green economy.
Le fonti rinnovabili in generale, e la fonte solare fotovoltaica in particolar modo, anche in virtù della recente approvazione del nuovo decreto Conto Energia 2011-2013, esigono infatti modalità e regole certe ed uniformi valide per l’intero comparto, che diano stabilità agli operatori e che consentano una corretta diffusione e sviluppo delle rinnovabili nel territorio.
Ricordiamo che le Linee Guida Nazionali – entrate in vigore lo scorso 3 ottobre – per il cui recepimento le Regioni hanno tempo fino al 1 gennaio 2011, costituiscono lo strumento per il raggiungimento entro il 2020 dell’obiettivo 17% come valore del rapporto tra energia rinnovabile e consumo interno lordo.
Piano Casa Lazio, nuove modifiche
ottobre 7, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Legislazione
Tra le principali novità c’è l’estensione delle misure di rilancio alle zone agricole, il via libera alle sopraelevazioni e alle demolizioni e ricostruzioni per gli edifici industriali, ma anche la possibilità di monetizzare le opere di urbanizzazione secondaria impossibili da realizzare attraverso il pagamento di un contributo straordinario pari al 50% degli oneri concessori dovuti ai sensi del Dpr 380/2001.
Gli edifici composti da più unità immobiliari possono essere ampliati secondo percentuali applicabili proporzionalmente alle singole abitazioni.
L’adeguamento sismico conseguente all’ampliamento da diritto ad un premio del 35% nelle zone sismiche 1 e sottozone 2a e 2b. Nelle sottozone 3a e 3b è invece riconosciuto un bonus del 25%.
La destinazione d’uso deve rimanere invariata per cinque anni. Il cambiamento da non residenziale a residenziale è invece ammesso, ad esclusione delle zone D ed E, per gli interventi di ristrutturazione o sostituzione edilizia con ampliamento fino al 30%, finalizzati al recupero di alloggi per far fronte alla tensione abitativa.
Gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali e produttivi ricadenti all’esterno delle zone C ed E danno diritto a un bonus fino al 35%, che sale al 60% per gli edifici plurifamiliari a destinazione residenziale superiori a 500 metri quadrati in stato di degrado. In ogni caso devono essere rispettate le distanze e le altezze previste dalle NTC.
Gli interventi possono essere realizzati con Dia e permesso di costruire da presentare entro il 31 dicembre 2013. La nuova bozza non recepisce quindi le novità della manovra estiva, che ha introdotto la Scia in sostituzione della Denuncia di inizio attività. I Comuni possono deliberare una riduzione degli oneri concessori fino al 30%.
Gli immobili fantasma non registrati al Catasto, sono più di 2 milioni
ottobre 4, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Legislazione
Il 30 settembre è scaduto il termine per la pubblicazione delle operazioni di rilevamento e le informazioni fornite dall’Agenzia del Territorio, parlano di circa 2 milioni di “immobili fantasma”. L’elenco dei comuni in cui sono situati i fabbricati non dichiarati in Catasto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre scorso.
Il prossimo step sarà la presentazione di una dichiarazione di aggiornamento da parte dei proprietari degli immobili non dichiarati, che potranno regolarizzare il pagamento dei tributi catastali attraverso la procedura Docfa.
Dal primo gennaio l’Agenzia del Territorio attribuirà inoltre una rendita presunta a carico dei proprietari che non hanno inoltrato domanda di regolarizzazione.
Per i Comuni compresi nell’elenco allegato al comunicato sono state costituite liste di particelle iscritte al Catasto Terreni. Le liste delle particelle, sulle quali è stata accertata la presenza di costruzioni o di ampliamenti non dichiarati, comprensive dell’eventuale data cui riferire la mancata presentazione della dichiarazione, sono consultabili per i 60 giorni successivi alla pubblicazione del comunicato presso i comune interessati, le sedi provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet dell’Agenzia.
Le dichiarazioni al Catasto Edilizio Urbano devono essere presentate dai soggetti titolari di diritti reali sugli immobili entro 7 mesi dalla data di pubblicazione del comunicato. In caso di inadempienza, gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio provvedono all’iscrizione in surroga dei soggetti obbligati e con oneri a loro carico, attraverso un atto di aggiornamento redatto in conformità al DM 701/1994.
Impianti realizzati con DIA allaccio obbligatorio entro il 17/01/11
settembre 29, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
Gli impianti realizzati con DIA in conformità alle leggi regionali, anche se di potenza superiore alle soglie dell’allegato A del Decreto Legislativo 387/2003, risultano regolari con la clausola dell’entrata in esercizio entro il 17 gennaio 2011, come riportato nella Legge 129/2010, recante misure urgenti in materia di energia,
È così chiarita la posizione di alcuni impianti, approvati in base a leggi regionali poi dichiarate illegittime, come accaduto in Puglia.
La legge 129/2010 salvaguarda quindi gli impianti esistenti, evitando che si creino situazioni differenziate sul territorio. Non corrono alcun rischio quelli ultimati, per i quali sia scaduto il termine utile per eventuali impugnazioni prima della pronuncia della Corte Costituzionale.
In tutti gli altri casi vale la data del 17 gennaio 2011 come termine ultimo per l’entrata in esercizio. Gli impianti dovranno:
- risultare collegati in parallelo con il sistema elettrico;
- avere installato tutti i contatori necessari per la contabilizzazione dell’energia prodotta, scambiata o ceduta con la rete;
- aver attivato i contratti di scambio e cessione dell’energia elettrica;
- aver assolto tutti gli obblighi per la regolazione dell’accesso alle reti.
Il Gestore dei Servizi Energetici ha poi aggiunto che, ferma restando la necessità di rispettare tutti gli altri requisiti previsti dal DM 18 dicembre 2008 per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, i titolari degli impianti ai quali è stata rigettata la richiesta di qualifica corredata da Dia per mancanza di idoneo titolo abilitativo, potranno inviare nuovamente al GSE – Divisione Operativa – Direzione Ingegneria, Unità Qualifiche Impianti, la documentazione atta a comprovare l’entrata in esercizio entro il 16 gennaio.
Nel caso in cui non si riesca a far entrare l’impianto in esercizio entro il 17 gennaio il privato potrà attivare il procedimento di autorizzazione unica, come previsto dal D.lgs 387/2003.
SCIA, chiarita l’estensione all’edilizia
settembre 24, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Legislazione
Come primo passo il progettista deve accertarsi che l’intervento non rientri nei casi di:
- edilizia libera, come manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche senza alterare la sagoma degli edifici, opere temporanee per ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra per l’esercizio dell’attività agricola, serre mobili;
- interventi soggetti a comunicazione, come manutenzioni straordinarie su parti non strutturali degli edifici, pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, realizzazione di aree ludiche e arredo di aree pertinenziali;
- interventi soggetti a permesso di costruire, come nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e urbanistiche.
La Scia non sostituisce neanche la Super-Dia, prevista dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Fanno capo a questa disciplina gli interventi urbanistici in cui è possibile usare la Dia in alternativa al permesso di costruire:
- ristrutturazione che porti a un edificio diverso dal precedente, con aumento delle unità immobiliari, mutamenti di volume, sagoma, prospetti o, limitatamente ai centri storici, della destinazione d’uso;
- nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi con disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive dichiarata dal Comune in sede di approvazione di detti piani attuativi;
- nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
In questi casi la sostituzione della Dia con la Scia non è automatica, ma si deve continuare ad usare la vecchia procedura. Valgono le stesse considerazioni per le leggi regionali che, prima dell’entrata in vigore della manovra, hanno deciso il ricorso alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni interventi.
In secondo luogo è necessario valutare l’esistenza di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale gravante sull’immobile su cui si intende intervenire, in presenza del quale si potrà usare la Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo, ma deve accompagnarsi ad essi.
Negli altri casi è possibile presentare la Scia, senza ulteriori oneri, al Comune in cui si trova l’immobile e iniziare i lavori nello stesso giorno. La segnalazione deve essere corredata dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione, che ha 60 giorni di tempo per fermare i lavori in presenza di carenza dei requisiti. Il limite di tempo si allunga in caso di rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica. I pareri degli organi o degli enti appositi sono sostituiti dalle autocertificazioni. In presenza di dichiarazioni false o mendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicare sanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VI del Dpr 445/2000.
La Scia si applica quindi a:
- restauro e risanamento conservativo come consolidamento, ripristino, rinnovo degli elementi costitutivi, inserimento degli elementi accessori e degli impianti necessari per l’utilizzo dell’immobile;
- ristrutturazione edilizia, nella quale rientrano anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma;
- varianti al permesso di costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le prescrizioni del permesso di costruire.
Allaccio in breve tempo per gli impianti che utilizzano fonti rinnovabili
settembre 16, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Eolico, Fotovoltaico
Con il nuovo ddl per la salvaguardia del clima e lotta al nucleare si cerca di dare priorità all’allaccio e al dispacciamento degli impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili e sostenibili. Il disegno di legge definisce come fonti rinnovabili il sole, vento, energia idraulica, risorse geotermiche, maree, moto ondoso e trasformazione dei rifiuti organici animali e vegetali. All’interno è poi operata una ulteriore distinzione tra rinnovabili sostenibili e non sostenibili. Appartengono alla prima categoria quelle il cui utilizzo non altera in modo significativo le dinamiche ambientali. Nel secondo gruppo rientrano ad esempio le biomasse in quanto limitate.
La produzione di energia elettrica e di calore da fonti rinnovabili sostenibili, cosi come gli usi razionali ed efficienti dell’energia, sono da considerarsi attività di pubblica utilità. L’energia prodotta deve poi essere immessa obbligatoriamente in rete.
Il ddl prevede un piano per la riqualificazione energetica degli edifici, preferendo la manutenzione degli immobili abbandonati alle nuove cementificazioni.
È anche promosso l’abbandono del sistema centralizzato per passare ad uno distribuito sul territorio in cui ogni casa, condominio, comunità, quartiere, centro commerciale o fabbrica potrà produrre energia. La proprietà e la gestione della rete elettrica dovrebbe quindi essere pubblica.
Per il finanziamento delle misure è stato ipotizzato il ricorso al conto energia, ma anche l’istituzione di un fondo speciale presso la Cassa Depositi e Prestiti per adeguare gli edifici pubblici.
Scia, richiesta di chiarimenti.
settembre 15, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Legislazione
La Scia, segnalazione certificata di inizio attività, sostituisce la Dia e ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta comprese le domande per l’iscrizione in albi o ruoli utili per l’esercizio di nuove attività.
In un primo momento si era pensato che la Scia sostituisse solo la Dichiarazione di inizio attività per l’apertura di un’impresa e non la Denuncia di inizio attività da presentare per l’avvio dei lavori edili. Successivamente ha prevalso però l’interpretazione più permissiva, recepita di buon grado anche da alcune regioni.
Con l’interrogazione del 2 agosto scorso i senatori chiedono se la Scia possa estendersi anche al permesso di costruire. Secondo la manovra la segnalazione dell’interessato può sostituire autorizzazioni, licenze, concessioni e permessi a condizione che il rilascio dell’atto dipenda solo dall’accertamento dei requisiti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale e non siano previsti limiti dagli strumenti di programmazione territoriale, vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.
La nuova disciplina introduce anche il controllo a posteriori, eliminando quello preventivo. L’interessato può avviare i lavori contestualmente alla presentazione della Scia e il Comune può intervenire entro 60 giorni solo in casi limitati.
Resta fermo il divieto di applicare le norme sulla Scia agli interventi per la trasformazione territoriale, come ad esempio il piano triennale delle opere pubbliche.
Potrebbero così essere esclusi dalla Scia gli interventi per la realizzazione di nuova volumetria dal momento che la volumetria edificabile è sempre limitata dagli strumenti urbanistici attraverso la fissazione di indici edilizi massimi. Limiti quantitativi che invece non esistono per gli interventi di manutenzione o risanamento sul patrimonio edilizio esistente.
E’ stata richiesta una spiegazione su quali sono i casi applicabili. Noi attendiamo.
Occhio al tuo impianto, Workshop alla Nuova Fiera di Roma Zero Emission
settembre 10, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
Oggi al Workshop delle 15:00 alla Nuova Fiera di Roma durante l’Evento Zero Emission, Logica Energetica spiegherà l’importanza del monitoraggio dell’impianto fotovoltaico presentando un dispositivo in grado di inviare messaggi sul cellulare sullo stato di funzionamento del suo impianto, per ovviare ad eventuali malfunzionamenti, furti e per tenere sempre sotto controllo la produzione di energia
Rinnovabile su Edifici pubblici del Sud
settembre 8, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Incentivi Fotovoltaico, Incentivi Solare Termico
Sugli edifici di Enti come Comuni, Province, Università, ma anche penitenziari, Comandi dei Carabinieri e sedi dell’Aeronautica militare di quattro Regioni del Sud, saranno presto realizzati impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che approva i progetti ammessi a contributo sulla linea “Interventi a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili, nell’ambito dell’efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche o ad uso pubblico”.
Il bando, era rivolto alle Amministrazioni statali, alle Province, ai Comuni ed alle Comunità montane delle Regioni dell’Area Convergenza (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia).
I progetti finanziati riguardano: fotovoltaico, solare termico, geotermico, cogenerazione e biomasse.
In Sicilia andranno oltre 5,5 milioni di euro per il settore elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e quasi 2 milioni di euro per quello termico (solare termico e biomasse).
In Calabria saranno erogati oltre 6 milioni di euro per l’elettrico (fotovoltaico e cogenerazione) e oltre 1,4 milioni per il termico (solare termico e biomasse).
In Campania i contributi saranno ripartiti in 4,4 milioni per l’elettrico (solo fotovoltaico) e poco più di 3 per il termico (solare termico, geotermico e biomasse).
In Puglia oltre 5,4 milioni per progetti nel settore elettrico (fotovoltaico) e oltre 2 milioni per il termico (solare termico e geotermico).
Con la firma del disciplinare, che regolerà i rapporti tra il Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per l’energia – Direzione generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica e il beneficiario del contributo, i progetti entreranno, nei prossimi mesi del 2010, direttamente nella fase realizzativa.
Premio Pimby, per amministrazioni con progetti innovativi
agosto 5, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
L’Associazione Pimby ha pubblicato il bando per il Premio Pimby 2010, un riconoscimento a quelle Amministrazioni che hanno scelto di realizzare opere coniugando rispetto delle regole con il consenso dei cittadini.
Il bando riguarda opere e progetti realizzati o da realizzare in una di queste quattro macro categorie di infrastrutture: energia, rifiuti, mobilità, trasformazioni sul territorio.
Giunto alla quarta edizione, il Premio vuole contribuire a portare alla luce esperienze virtuose nel campo della corretta informazione, della comunicazione e del coinvolgimento dei portatori di interesse di un territorio, stimolando un dibattito serio e privo di pregiudizi sulle modalità con cui realizzare quelle opere di cui il Paese ha bisogno.
Il Premio verrà assegnato dall’Associazione ai migliori progetti pervenuti. Possono candidarsi all’assegnazione del Premio le Regioni, le Province, i Comuni, gli Enti Parco, le Comunità Montane e le forme associative dei predetti enti. Sono ammessi a partecipare inoltre i soggetti che rappresentano il territorio su cui è stato realizzata l’opera. Questi i criteri/aspetti che, a titolo non esclusivo, verranno valorizzati dalla Giuria al momento della valutazione:
- impatti sulle potenzialità di sviluppo del territorio;
- politiche per la tutela dell’ambiente;
- processi di inclusione dei portatori di interessi (e loro riproducibilità);
- velocità di realizzazione e rispetto della tempistica legata all’iter decisionale;
- capacità di coordinamento e raccordo dei processi amministrativi.
I progetti devono riguardare opere che siano state pienamente autorizzate, cantierizzate o realizzate nel quinquennio 2005-2010.
L’istanza di partecipazione dovrà essere corredata dalla seguente documentazione:
a) descrizione del progetto;
b) relazione sintetica illustrante le procedure di inclusione e coinvolgimento dei portatori di interesse nei processi decisionali della pubblica amministrazione.
Le candidature devono essere inviate alla segreteria dell’Associazione (via e-mail all’indirizzo mp.misiti@pimby.eu o via posta tradizionale: Associazione Pimby, c/o redazione “Formiche”, Corso Vittorio Emanuele II, 18 00152 Roma) entro il 15 ottobre 2010.
Il Premio verrà consegnato a Roma a fine novembre 2010, nel corso di una serata di gala alla presenza di autorevoli esponenti del mondo politico ed economico.
Fonte:












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