Fotovoltaico su tetto: 25 MW a Nola
novembre 30, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico
E’ ormai stata avviata la realizzazione dell’impianto su tetto tra i più grandi del mondo: 25 MW sul distretto CIS-Interporto Campano, con un accordo che vede come protagonista Enel Green Power.
Il progetto è stato approvato all’inizio del 2010, ma solo ora stanno per iniziare i lavori di un cantiere dai grandissimi numeri: 600.000 i mq della superficie ricoperta da moduli fotovoltaici (circa 100 campi da calcio) che saranno forniti dall’americana United Solar, 80 i milioni di euro dell’investimento.
Anche la stessa progettazione è stata spinta ad alti livelli, infatti la superficie ricca di lucernai e una limitata capacità di carico hanno reato la necessità di uno studio molto dettagliato per trovare la soluzione strutturale adeguata.
Per un impianto di tale potenza ovviamente l’impianto sarà sezionato, sia dal punto di vista elettrico che per quanto riguarda l’allaccio, infatti una parte sarà collegata alla rete entro la fine dell’anno, la rimanente invece nella primavera dell’anno 2011.
La centrale sarà di fatto distribuita sul tetto di copertura del centro logistico Interporto Campano e del Centro Ingrosso Sviluppo Campania, che sorge nelle vicinanze del Vesuvio, nella città di Nola. I due nuclei logistici costituiscono uno dei più importanti punti strategici per lo snodo commerciale dell’Italia centro-meridionale.
Il primo mette a disposizione una superficie di 500.000 mq, a cui si aggiungono i 550.000 mq del secondo. Sarà così coperta la quota parte del 90% dei consumi complessivi, permettendo una produzione di 33 milioni di chilowattora all’anno, ed evitando l’immissione in atmosfera di oltre 21 mila tonnellate di CO2.
Il fotovoltaico entra in campo con la Spal
novembre 26, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
La società presieduta da Cesare Butelli ha infatti investito 50 milioni di euro per la realizzazione di un impianto fotovoltaico denominato ‘Ars-Lab’ che consentirà alla società di ricavare e poi rivendere energia elettrica a Enel sulla base di una tariffa Conto Energia e poter usufruire così di un contributo economicamente consistente per almeno un ventennio.
Il parco, costituito da 63 mila pannelli che garantiranno una potenza complessiva di 14 megawatt, sarà realizzato nell’ex discarica nei pressi del casello autostradale Ferrara Nord (in un’area di 312.600 metri quadrati acquistata per 3 milioni di euro).
Il cantiere aprirà entro la fine dell’anno ed entro la metà del 2012 i lavori di realizzazione dell’impianto saranno terminati.
Investimenti ed iniziative simili stanno prendendo sempre più piede, considerando le numerose possibilità di incrementare gli incentivi erogati dal Conto Energia anche nei prossimi anni.
Il nuovo substrato per il film sottile
novembre 25, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico
La sezione Packaging Materials di Dupont annuncia l’arrivo di DuPont ‘Kapton’, un substrato progettato per le applicazioni fotovoltaiche a-Si (silicio amorfo) e in CIGS (Copper Indium Gallium Diselenide, il film sottile composto da Rame, Indio, Gallio e Selenio).
L’idea viene dal fatto che nel processo produttivo del silicio amorfo e del film sottile vengono raggiunte temperature di lavorazione elevatissime per il deposito dei substrati, e le proprietà meccaniche e la stabilità molecolare sono portate in condizione critica, ma è proprio questa la fase fondamentale per ottenere i valori massimi di efficienza e rendimento.
Allora Dupont ha pensato brillantemente di utilizzare le poliimmidi; queste appartengono al gruppo dei polimeri, ed è caratterizzato da un’elevata resistenza agli agenti chimici ed al calore, al punto che spesso, in alcuni casi vengono utilizzate in sostituzione del vetro o dell’acciaio.
Il DuPont ‘Kapton’, essendo caratterizzato da un basso coefficiente di dilatazione termica, un’elevata temperatura di transizione vetrosa, e un ridotto valore di contrazione, aiuta a ridurre al minimo lo stress sulla superficie di interfaccia con gli altri materiali sia in fase di produzione che in fase di utilizzo. Infatti la stabilità termica del film consente anche temperature di lavorazione superiori a 400 ° C.
Tra le altre qualità del Kapton PV film, ci sono anche bassi valori di assorbimento ed alte capacità di rilascio dell’umidità, oltre ad eccellenti proprietà elettriche tra cui una maggiore resistenza alla tensione.
La produzione è stata già avviata, ed il prodotto è disponibile dallo scorso Ottobre.
Pensilina fotovoltaica: l’autorizzazione va con la DIA
novembre 22, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico, Legislazione
Nuovo articolo di Logica Energetica dedicato al capitolo delle autorizzazioni: questa volta condividiamo con i nostri lettori un caso affrontato a Roma, in via dell’Oceano Atlantico, per la realizzazione di una pensilina fotovoltaica.
Il fabbricato è di competenza del Municipio XII, che copre quasi tutta la zona dell’EUR (Esposizione Universale Roma), e l’intervento è stato la realizzazione di una pensilina sul lastrico solare di un terrazzo.
In realtà le pensiline erano due, speculari rispetto al torrino presente sul terrazzo, ognuna di altezza da 2,8 a 3,1mt, e di estensione pari a circa 40mq, su cui installare 3,6 kWp, per un totale di 7,2 kWp.
Nonostante l’esistenza della Legge Regionale 28 Dicembre 2007 (art. 19 comma 4) che legifera sulla possibilità di realizzare impianti senza necessità della DIA (Denuncia di Inizio Attività), l’ufficio tecnico ci ha richiesto tale autorizzazione per via della costruzione della pensilina. Inoltre si trattava di DIA onerosa, che consiste nella pratica autorizzativa conosciuta anche come Super DIA, che può essere utilizzata per creare o ampliare volumetrie / superficie lorda di pavimento. E’ detta onerosa perché si paga in percentuale al costo per la costruzione dell’intervento. Ovviamente l’autorizzazione in questione doveva essere completa di relazione tecnica, e completa di calcolo strutturale.
L’iter autorizzativo di una serra fotovoltaica I
novembre 19, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico
Questo articolo è il primo di una serie che porterà alla completa descrizione dell’Iter autorizzativo necessario alla realizzazione di un impianto fotovoltaico su serra con annessa ristrutturazione della stessa.
Iniziamo descrivendo la situazione; un nostro cliente, di cui non faremo il nome per un problema di privacy, ha manifestato la volontà di utilizzare la copertura di alcune serre di sua proprietà per l’installazione di un impianto fotovoltaico. Dopo la presentazione dello studio di fattibilità questa semplice volontà si è concretizzata in un incarico ufficiale per la progettazione e iter autorizzativo propedeutico alla realizzazione dell’impianto.
Il problema è che le strutture oggi in uso sono in degrado e comunque non adatte all’installazione dei moduli FV, abbiamo quindi valutato necessario il risanamento conservativo e la ristrutturazione delle stesse per ottimizzare l’investimento.
A questo punto era necessario stabilire il titolo abilitativo necessario per la ristrutturazione ed all’installazione dell’impianto fotovoltaico. Per impianti con potenza maggiore di 20 kWp è necessaria l’Autorizzazione Unica mentre per la semplice ristrutturazione della serra è necessaria la DIA. Ma dobbiamo essere più precisi nella descrizione poichè l’obiettivo del presente articolo è quello di condividere l’esperienza con i nostri lettori e magari arricchirla tramite i vostri commenti. L’iter scandito è il seguente:
- Richiesta di nulla osta a tutti gli enti preposti per la ristrutturazione della serra, nel caso in cui ci siano vincoli
- Presentazione della DIA
- Presentazione della domanda di Autorizzazione Unica
- Inizio lavori
- Dichiarazione di apertura di Officina Elettrica all’Agenzia delle Dogane
- Allaccio impianto gestito con il gestore di rete
Analizzeremo tutti i singoli in ogni articolo per poter sviscerare le problematiche di ogni passaggio, oggi inizieremo con il punto 1.
Nel caso specifico è stato necessario verificare la presenza di vincoli sia al livello regionale (P.T.P.R.) che comunale (P.R.G.); al livello comunale non c’erano vincoli ma al livello regionale si. E’ quindi necessario richiedere il nulla osta all’ente preposto per la presentazione della DIA, nel nostro caso gli enti sono 2:
- Soprintendenza per l’Etruria meridionale
- DIPARTIMENTO X
Dobbiamo interpellare prima la Soprintendenza e con il nulla osta loro possiamo richiedere il nulla osta al Dipartimento X, una volta ottenuti entrambe potremo presentare la DIA.
Per oggi ci fermiamo qui il seguito nel prossimo articolo.
Finanziaria, detrazione del 55%
novembre 18, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Incentivi Solare Termico, Legislazione

Una novità importante rispetto alla misura in vigore oggi è relativa al periodo di utilizzo della detrazione: l’importo deve essere spalmato in dieci anni, anzichè in cinque.
Non trovano per ora conferma le altre ipotesi di modifica, secondo cui la percentuale di detrazione resterebbe al 55% per cappotti isolanti, tetti e pannelli solari, e scenderebbe al 41% per la sostituzione di finestre e impianti termici. Si ipotizzava una riduzione dei tetti di spesa: 440 euro/mq per le finestre, 600 euro/mq per i pannelli solari e 9000 euro per gli impianti termici. L’operazione avrebbe un costo per lo Stato di 150 milioni di euro, a fronte dei 2 miliardi di euro stanziati negli ultimi quattro anni.
Procedura autorizzativa per un impianto fotovoltaico in BT
novembre 17, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico, Legislazione
La procedura autorizzativa per gli impianti fotovoltaici in Bassa Tensione talvolta risulta essere una pratica complessa, ma che con un semplice iter metodico possiamo semplificare notevolmente la questione.
Il primo passo da effettuare è classificare il tipo di intervento da effettuare; infatti per le realizzazioni che non prevedono lavorazioni particolari, ma che si limitano all’installazione dell’impianto e alle relative opere edili – elettriche, l’intervento è classificabile senza dubbio come manutenzione ordinaria, ed in tale caso richiamiamo il seguente articolo del DPR 380/01, T.U dell’edilizia:
«Art. 6. (L) – (Attività edilizia libera). – 1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
Tra i punti elencati nel precedente articolo, il più delicato è la valutazione delle disposizioni circa i beni paesistici. In generale le carte che regolamentano i vincoli paesistici sono il PTPR, il PRG, e la Carta per la Qualità (i link sono riferiti alla Regione Lazio, ed al Comune di Roma)
Quest’ultimo segnala le infrastrutture di qualità che possono essere oggetto di intervento solo sotto parere dell’ente preposto.
Per quanto riguarda il PTPR le tavole sono 4 (dalla A alla D), e la definizione deve essere pari a quella riportata nelle immagini.
Una volta verificato che la zona non è sottoposta a vincoli il procedimento viene ripetuto per il PRG. Nel caso tutte le verifiche confermino l’assenza di vincoli, si può allora procedere con la semplice Comunicazione di Inizio Lavori, ed iniziare anche lo stesso giorno l’installazione.
Il microamorfo a film sottile: la nuova frontiera?
novembre 16, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico
Il fotovoltaico nasce con la tecnologia del cristallino; ovvero un materiale, il silicio, che se opportunamente trattato (il processo è detto drogaggio) nel momento in cui viene esposto alla radiazione solare è in grado di produrre energia elettrica.
E’ possibile ottenere questo risultato anche con altri materiali ma con pro e contro; in particolare il grande vantaggio dei moduli cristallini, i più diffusi oggi sul mercato, è quello di occupare meno spazio a parità di potenza installata (8mq contro i 12della nuova tacnologia). Ma come è possibile che tante case si stiano specializzando comunque nella produzione di questa tecnologia?
Come tutti sappiamo l’unità di misura del fotovoltaico è il kWp, è quindi sulla base di questa che si stabilisce il costo complessivo dell’impianto, questo l’uso normale ma siamo sicuri che sia corretto? Quando acquistiamo un impianto quello che ci interessa principalmente è la quantità di energia che esso è in grado di produrre nell’arco dell’anno e non la quantità di kWp (ovvero la potenza che al massimo può erogare il generatore) perchè questa grandezza ci viene assicurata dal gestore di rete visto che l’impianto è connesso alla rete (io gergo greed connected). Il valore indicativo della capacità di un modulo di produrre energia elettrcia non è l’efficienza, come molti credono, ma la resa, ovvero la quantità di kWh prodotti dal singolo kWp installato.
La resa è quindi il valore che dovremmo guardare per capire di quanti kWp abbiamo bisogno per soddisfare il nostro fabbisogno annuale; questo valore è funzione di tantissime variabili ed è per questo che le case non lo dichiarano poichè sarebbe poco significativo. Le variabili che inficiano la resa sono l’orientamento, l’inclinazione, gli ombreggiamenti, il surriscaldamento del modulo; avvalersi di un modulo che anche all’allontanarsi dalle condizioni ottimali di queste variabili mantiene livelli di produttività alti significa avere una resa a fine anno maggiore, è su questo che hanno puntato le case come INVENTUX che producono moduli sfruttando la tecnologia del MIRCOAMORFO.
L’idea è quella di sfruttare la versatilità di questi moduli aprendosi ad installazioni che in passato erano considerate non fruttuose grazie a sistemi integrati, strutture di sostegno e moduli, pensate ah hoc; INVENTUX propone un sistema perfetto per i tetti piani che permette di installare una quantità maggiore di kWp rispetto al cristallino a parità di spazio. Questo è possibile perchè i moduli inventux mantengo una resa alta anche se installati a 10° a differenza dei normali moduli cristallini.
Di seguito il video di un installazione tipo che evidenzia la velocità di posa ed il risultato pulito ed efficiente.
Insomma il prodotto, assolutamente innovativo, sicuramente fornisce un’alternativa valida al cristallino e sembrerebbe tracciare l’inizio della strada verso un nuovo fotovoltaico, quello microamorfo; staremo a vedere se il gigante cristallino può essere sconfitto dal, per ora, piccolo e smart microamorfo.
Torri energetiche in California
novembre 11, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico
Il progetto che ormai da anni viene portato avanti dalla BrightSource of Oakland sembra orma stia sempre più avvinandosi alla realizzazione; sarà così che un numero oscillante tra le 337 mila e 887 mila abitazioni potranno contare sul sole per alimentarsi.
Il progetto innovativo prevede lo sfruttamento dell’energia solare per la produzione di energia elettrica ma in maniera differente; infatti la centrale sarà composta da una torre centrale circondata da specchi a 360°, quando sorge il sole gli specchi convogliano i raggi solari sulla torre la quale è in grado di scaldare un fluido attraverso la cui espansione fa girare una turbina. A questo punto basta trasformare l’energia meccanica in elettrica per poter alimentare le nostre utenze; il video spiega con chiarezza il funzionamento della centrale:
La potenza complessiva dell’impianto dovrebbe arrivare a 370 MW circa e si stima possa avere un impatto economico molto consistente sulla regione visto che creeràcirca 1100 posti di lavoro.
I numeri del Fotovoltaico
novembre 10, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
L’investimento da 250 milioni andrà ad arricchire il fiume di denaro che si sta riversando sull’energia del sole in Italia, dopo la recente revisione degli incentivi.
Superato lo scoglio della prima parte del 2010 rallentata dal difficile parto del terzo conto energia, ora che le tariffe in partenza da gennaio 2011 sono chiare, il fiume è di nuovo in piena. Secondo uno studio di A.T. Kearney, per fine anno verranno installati altri 850 megawatt, contro i 720 del 2009. In tutto, la potenza del fotovoltaico italiano dovrebbe toccare così i 2.000 megawatt complessivi e la produzione di corrente elettrica arriverebbe all’1 per cento della domanda. Le aziende italiane dell’energia del sole, secondo lo studio, nel 2009 hanno registrato ricavi per 2,35 miliardi di euro, in crescita del 39% rispetto agli 1,69 del 2008, con la prospettiva di arrivare a un valore complessivo del settore di 3 miliardi a fine 2010. Una crescita che si inserisce nel boom mondiale di questa tecnologia sempre più diffusa.
La previsione di Solarbuzz, bibbia globale del solare, è che entro fine anno si arrivi a 15 gigawatt di nuova potenza installata, più del doppio dei 6,4 gigawatt realizzati nel 2009. Avvalora la credibilità di queste proiezioni il fatto che tra maggio e giugno l’installato sia stato quasi il triplo del secondo trimestre 2009, garantendo all’industria fotovoltaica un raddoppio nel giro d’affari, da 6,2 a 12 miliardi di dollari. Un boom come sempre guidato dalla Germania, dov’è concentrato il 60% del nuovo installato, ma subito dopo viene l’Italia, che pure sul suo territorio assolato ha un decimo dei pannelli dei vicini a Nord delle Alpi. Anche in Francia e negli Stati Uniti il fotovoltaico corre a velocità sostenuta.
La manifattura cinese arriva oggi a coprire il 55% delle celle prodotte su scala mondiale a confronto con i1 43% dello scorso anno. Grazie anche ai cinesi continua il drastico calo dei prezzi, che va più veloce dell’aumento di efficienza dei pannelli e dovrebbe proseguire: secondo la ricerca A.T. Kearney il costo dei moduli potrebbe scendere dagli 1,5-2 dollari attuali a 1 dollaro per Watt nel 2015. Insieme al calo dei prezzi, l’altro grande driver del settore negli ultimi anni è la crescente efficienza delle celle, in cui prevalgono gli americani e i giapponesi. Campione mondiale in questa gara a estrarre più energia possibile dal sole è al momento l’americana SunPower, che dallo scorso giugno ha avviato la produzione industriale di celle con un’efficienza del 24,2%. Ma anche la giapponese Sharp è molto impegnata sul fronte dell’efficienza: le sue celle a concentrazione (molto più care delle altre), con un sistema basato su lenti ottiche, hanno raggiunto un’efficienza del 42,1%, che potrebbe arrivare al 45% entro il 2014.











Vuoi fare una domanda agli Ingegneri di LogicaEnergetica.it? Ti piacerebbe saperne di più in ambito di incentivi sul fotovoltaico? Hai bisogno di un consiglio o di una consulenza tecnica in ambito di Energie Rinnovabili? Vuoi avere una fornitura di qualità certificata dalla nostra esperienza?