Il GSE prevede 2.5 GW installati di fotovoltaico per la fine del 2011
settembre 30, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Incentivi Fotovoltaico
I numero che hanno contraddistinto il mercato del fotovoltaico nel 2010, secondo il sommo parere del GSE, si apprestano ad essere polverizzati nel 2011. Le previsioni parlano di 2.5MW installati entro fine 2011.
Ma andiamo prima a vedere bene cos’è successo dal 2006 ad oggi:

Come si vede chiaramente dal grafico, e come era prevedibile, grazie al Conto Energia del 2007 il mercato del fotovoltaico è stato spinto in alto molto rapidamente dotando ad oggi il nostro paese di una considerevole potenza installata da fonte rinnovabile. Tutto questo contando solo sulla componente A3, in questo modo la comunità invece di destinare il denaro al pagamento delle multe per non aver rispettato il protocollo di Kyoto investe sul rinnovabile. In questo modo il nostro paese insieme all’Europa sta sviluppando un nuovo mercato che genera un duplice beneficio: risparmio sull’approvvigionamento del petrolio e nuovi posti di lavoro, come testimoniano anche il Direttore Generale dell’ IRENA (International Renewable Energy Agency) (http://www.rinnovabili.it/entro-il-2030-dalle-rinnovabili-20-milioni-di-nuovi-occupati595786).
Ora quello che sembra incredibile è che la corsa non si è assolutamente rallentata anzi, anche se l’incentivo nel 2011 scenderà, le previsioni dicono che in Italia arriveremo a 2.5 MW, questo è quello che si evince dall’intervento del Responsabile Ricerca Statistiche e Servizi del GSE, Costantino Lato presso l’Italian Energy Summit di Milano.
Insomma la corsa è appena iniziata.
Impianti realizzati con DIA allaccio obbligatorio entro il 17/01/11
settembre 29, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
Gli impianti realizzati con DIA in conformità alle leggi regionali, anche se di potenza superiore alle soglie dell’allegato A del Decreto Legislativo 387/2003, risultano regolari con la clausola dell’entrata in esercizio entro il 17 gennaio 2011, come riportato nella Legge 129/2010, recante misure urgenti in materia di energia,
È così chiarita la posizione di alcuni impianti, approvati in base a leggi regionali poi dichiarate illegittime, come accaduto in Puglia.
La legge 129/2010 salvaguarda quindi gli impianti esistenti, evitando che si creino situazioni differenziate sul territorio. Non corrono alcun rischio quelli ultimati, per i quali sia scaduto il termine utile per eventuali impugnazioni prima della pronuncia della Corte Costituzionale.
In tutti gli altri casi vale la data del 17 gennaio 2011 come termine ultimo per l’entrata in esercizio. Gli impianti dovranno:
- risultare collegati in parallelo con il sistema elettrico;
- avere installato tutti i contatori necessari per la contabilizzazione dell’energia prodotta, scambiata o ceduta con la rete;
- aver attivato i contratti di scambio e cessione dell’energia elettrica;
- aver assolto tutti gli obblighi per la regolazione dell’accesso alle reti.
Il Gestore dei Servizi Energetici ha poi aggiunto che, ferma restando la necessità di rispettare tutti gli altri requisiti previsti dal DM 18 dicembre 2008 per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, i titolari degli impianti ai quali è stata rigettata la richiesta di qualifica corredata da Dia per mancanza di idoneo titolo abilitativo, potranno inviare nuovamente al GSE – Divisione Operativa – Direzione Ingegneria, Unità Qualifiche Impianti, la documentazione atta a comprovare l’entrata in esercizio entro il 16 gennaio.
Nel caso in cui non si riesca a far entrare l’impianto in esercizio entro il 17 gennaio il privato potrà attivare il procedimento di autorizzazione unica, come previsto dal D.lgs 387/2003.
Fotovoltaico autoricostituente
settembre 28, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Ambiente, Efficienza Energetica, Fotovoltaico
Le piante sono in grado di fare quello che gli scienziati e gli ingegneri cercano di fare da decenni: la conversione della luce solare in energia, facendolo in modo affidabile giorno dopo giorno, anno dopo anno. Ora alcuni scienziati del MIT sono riusciti a riprodurre un aspetto fondamentale di tale processo.
Uno dei problemi per la raccolta della luce solare è che i raggi del sole possono essere distruttivi e deterioranti per molti materiali. La luce solare porta ad un degrado progressivo di molti dei sistemi sviluppati per catturarla. Ma le piante hanno adottato una strategia interessante per risolvere questo problema: abbattono costantemente le cellule che catturano la luce, per poi ricostruirle, per cui le strutture di base sono, in effetti, sempre nuove.
Tale processo è stato imitato da Michael Strano, professore associato di Ingegneria Chimica del MIT, e dal suo team di studenti laureati e ricercatori. Hanno creato un nuovo sistema di auto-assemblaggio molecolare, che può trasformare la luce solare in energia elettrica, le molecole possono essere ripetutamente scomposti e poi riassemblate in modo rapido, solo con l’aggiunta o la rimozione di una soluzione aggiuntiva. Il loro diario di lavoro è stato pubblicato il 5 settembre su Nature Chemistry.
Strano, dice che la prima idea gli venne leggendo un testo sulla biologia vegetale. “Sono rimasto davvero impressionato dal modo in cui le cellule vegetali hanno questo meccanismo di riparazione estremamente efficiente,” dice. In piena estate la foglia su un albero, anche se si potrebbe pensare ad essa come una entità statica, ricostituisce le sue proteine ogni 45 minuti circa.
Uno degli obiettivi Strano di ricerca a lungo termine è stato quello di trovare il modo di imitare i principi si trovano in natura usando i nanocomponenti. Nel caso delle molecole utilizzate per la fotosintesi nelle piante, la forma reattiva di ossigeno prodotto dalla luce solare provoca il decadimento delle proteine in un modo molto preciso. Strano come lo descrive, l’ossigeno distrugge la catena che mantiene la proteina insieme”, ma le stesse proteine sono rapidamente riassemblate per riavviare il processo.
Questa azione si svolge all’interno di tutte le piccole capsule chiamati cloroplasti che si trovano all’interno di ogni cellula vegetale , dove avviene la fotosintesi. Il cloroplasto è “una macchina incredibile”, spiega Strano. “Essi sono i motori che consumano biossido di carbonio e luce solare per produrre glucosio”.
Per imitare questo processo, Strano e il suo team, sostenuto dai finanziamenti del MIT Energy Initiative e del Dipartimento di Energia, ha prodotto molecole sintetiche chiamate fosfolipidi, che hanno la forma dei dischi; questi dischi forniscono la struttura di sostegno ad altre molecole, quelle che realmente rispondono alla luce, formando quelli che sono chiamati centri di reazione, che rilasciano elettroni quando sono colpiti dai fotoni. I dischi, che supportano quindi i centri di reazione, sono immersi in una soluzione grazie alla quale si attaccano spontaneamente a dei nanotubi (sono praticamente dei fili a tubo) costituiti da carbonio, con spessore di pochi nanometri , ancora più resistenti dell’acciaio e in grado di condurre elettricità un migliaio di volte meglio di rame. I nanotubi mantengono i dischi fosfolipidi allineati, in modo che i centri di reazione possano essere esposti al sole tutti insieme, e hanno anche la funzione di raccolta e canalizzazione del flusso di elettroni generato dalle molecole reattive.
Il sistema che il team del professor Strano ha prodotto, è composto da sette diversi composti, tra cui i nanotubi di carbonio, i fosfolipidi e le proteine che costituiscono i centri di reazione. Quando un tensioattivo (simile alle sostanze chimiche che BP ha spruzzato nel Golfo del Messico per dissolvere il petrolio)viene aggiunto al mix, i sette componenti vanno a formare una soluzione liquida. Poi, quando i ricercatori hanno rimosso il tensioattivo spingendo la soluzione attraverso una membrana filtrante, i composti si erano spontaneamente riuniti nuovamente in una forma perfetta, ma con i centri di reazione completamente rinnovati.
E chiude Strano: “Stiamo fondamentalmente imitando i trucchi che la natura ha scoperto nel corso di milioni di anni” – in particolare la reversibilità, e la possibilità di scomporre e ricomporre”.
Il Terzo Conto Energia: Le ultime differenze
settembre 27, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico, Incentivi Fotovoltaico
Questo è l’ultimo articolo relativo alle differenze che il Terzo Conto Energia ha rispetto a quello, ancora vigente, ma che si appresta rapidamente ad esaurirsi. Toccheremo tre ambiti:
- Procedure di accesso alla tariffa Incentivante
- Condizioni di cumulabile degli incentivi
- Limiti di potenza stabiliti
1. Sono state previste anche innovazioni di tipo amministrativo come ad esempio l’esclusivo invio telematico della documentazione per l’accesso all’incentivo; questo faciliterà di molto la vita agli operatori del settore risparmiando moltissima carta.
Altra differenza sono i giorni di tempo per inviare la domanda 90 contro i 60 del regime precedente; dalla data di ricezione, da parte del GSE, della suddetta domanda l’S.p.a. che gestisce il mercato elettrico nazionale avrà 120 giorni per iniziare ad erogare l’incentivo
2. Le tariffe incentivanti saranno Cumulabili con:
- Contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% per impianti di potenza fino a 3kW realizzati su edifici;
- Contributi in conto capitale in misura non superiore al 60% per impianti fotovoltaici realizzati su scuole pubbliche nonché su strutture sanitarie pubbliche, ovvero su edifici che siano sedi amministrative di proprietà di enti locali o di regioni e provincie autonome;
- Contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% per edifici pubblici diversi da quelli indicati alla lettera b), ovvero su edifici di proprietà di organizzazioni non lucrative, di utilità sociale che provvedono alla prestazione di servizi sociali affidati da enti locali, il cui soggetto responsabile sia l’ente pubblico o l’organizzazione non lucrativa;
- Contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% per impianti fotovoltaici realizzati su aree oggetto di bonifica, ubicate all’interno di siti contaminati (art. 240, dlgs. 03/04/2006, n. 152), purché il soggetto responsabile dell’impianto assuma la diretta responsabilità delle preventive operazioni di bonifica
- Contributi in conto capitale in misura non superiore al 30% per impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative
- Contributi in conto capitale in misura non superiora al 30% per impianti fotovoltaici a concentrazione
- Finanziamenti a tasso agevolato erogati in attuazione dell’articolo 1, comma 1111, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007).
- Benefici conseguenti all’accesso a fondi di garanzia e di rotazione istituiti da enti locali o regioni e province autonome
3. I Limiti di Potenza:
- 3000 MW per gli impianti fotopvoltaici
- 300 MW per gli impianti fotovoltaici integrati architettonicamente e con caratteristiche innovative
- 200 MW impianti a concentrazione
Il limite totale per il terzo Conto Energia di potenza incentivabile è 8000 MW entro il 2020; è comunque previsto un periodo di moratoria di 14 mesi al raggiungimento del suddetto limite di potenza.
Insomma questo per grandi linee sarà il nostro pane quotidiano per i prossimi anni, gli addetti ai lavori si dicono soddisfatti nel complesso, tante le innovazioni e sono stati creati nuovi spazi per il miglioramento tecnologico.
SCIA, chiarita l’estensione all’edilizia
settembre 24, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Legislazione
Come primo passo il progettista deve accertarsi che l’intervento non rientri nei casi di:
- edilizia libera, come manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche senza alterare la sagoma degli edifici, opere temporanee per ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra per l’esercizio dell’attività agricola, serre mobili;
- interventi soggetti a comunicazione, come manutenzioni straordinarie su parti non strutturali degli edifici, pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, realizzazione di aree ludiche e arredo di aree pertinenziali;
- interventi soggetti a permesso di costruire, come nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e urbanistiche.
La Scia non sostituisce neanche la Super-Dia, prevista dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Fanno capo a questa disciplina gli interventi urbanistici in cui è possibile usare la Dia in alternativa al permesso di costruire:
- ristrutturazione che porti a un edificio diverso dal precedente, con aumento delle unità immobiliari, mutamenti di volume, sagoma, prospetti o, limitatamente ai centri storici, della destinazione d’uso;
- nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi con disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive dichiarata dal Comune in sede di approvazione di detti piani attuativi;
- nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.
In questi casi la sostituzione della Dia con la Scia non è automatica, ma si deve continuare ad usare la vecchia procedura. Valgono le stesse considerazioni per le leggi regionali che, prima dell’entrata in vigore della manovra, hanno deciso il ricorso alla Dia in alternativa al permesso di costruire per alcuni interventi.
In secondo luogo è necessario valutare l’esistenza di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale gravante sull’immobile su cui si intende intervenire, in presenza del quale si potrà usare la Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla tutela del vincolo, ma deve accompagnarsi ad essi.
Negli altri casi è possibile presentare la Scia, senza ulteriori oneri, al Comune in cui si trova l’immobile e iniziare i lavori nello stesso giorno. La segnalazione deve essere corredata dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione, che ha 60 giorni di tempo per fermare i lavori in presenza di carenza dei requisiti. Il limite di tempo si allunga in caso di rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica. I pareri degli organi o degli enti appositi sono sostituiti dalle autocertificazioni. In presenza di dichiarazioni false o mendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicare sanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VI del Dpr 445/2000.
La Scia si applica quindi a:
- restauro e risanamento conservativo come consolidamento, ripristino, rinnovo degli elementi costitutivi, inserimento degli elementi accessori e degli impianti necessari per l’utilizzo dell’immobile;
- ristrutturazione edilizia, nella quale rientrano anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma;
- varianti al permesso di costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le prescrizioni del permesso di costruire.
Scheuten Solar conquista la Mozart Tower di Parigi
settembre 23, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Ambiente, Efficienza Energetica, Fotovoltaico
Scheuten Solar, il 21 Settembre ha consegnato 805 moduli BIPV realizzati su misura per la Torre di Mozart, nel sud di Parigi.
La “Tour Mozart” è una vetrina mondiale per la tecnologia ambientale, ha infatti ottenuto un punteggio eccellente nel HQE (High Quality Environmental), ovvero il processo di certificazione degli edifici destinati agli uffici.
I moduli solari vetro-vetro sono integrati perfettamente nel tetto di questo prestigioso edificio, facendo da copertura per le terrazze degli uffici.
Grazie ai molti anni di esperienza sia nel settore del vetro che in quello dei moduli fotovoltaici, Scheuten Solar è stata il giusto partner per trovare la soluzione di installazione. Infatti la struttura di supporto per i moduli, progettata da SECM, e consistente in un ingegnoso sistema a ragno, ha trovato il suo completamento grazie a Scheuten, che con le proprie competenze tecniche ha progettato un modulo ad hoc per quelle condizioni.
I moduli BIPV coprono una superficie di 360 metri quadrati, raggiungendo una potenza installata di quasi 30 kWp.
Grazie all’uso dei moduli vetro-vetro della Torre Mozart (rinominata Sequana), Scheuten ha provveduto a ricreare un ambiente di lavoro radioso ed illuminato. Infatti, come espressamente richiesto dall’architetto statunitense Arquitectonica, che si è occupato della progettazione di diversi uffici di Bouygues Telecom, uno dei più grandi fornitori di servizi telefonici francesi, è stato riprodotto un contesto che si avvicinasse quanto più possibile alla visione della natura senza ostacoli strutturali, e cosa di meglio se non la trasparenza del vetro?
“Sono molto orgoglioso del fatto che abbiamo prodotto e consegnato Scheuten Solar moduli BIPV per un prestigioso progetto come la Torre di Mozart. Ciò dimostra che la nostre innovazioni introdotte per i moduli BIPV si adattano perfettamente ai requisiti vigenti in materia di qualità ed estetica “, ha dichiarato Lionel Dupré, Responsabile delle vendite di Solar Scheuten BIPV per la Francia.
Scheuten, tra i produttori internazionali, è un riferimento in rapida crescita per quel che riguarda le soluzioni in vetro ed i sistemi ad energia solare. Con sede a Venlo, Olanda, impiega uno staff di oltre 2000 e ha realizzato un fatturato di 407 milioni di euro nel 2009.
Il Terzo conto energia: Premi per tipologie specifiche di impianti
settembre 22, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Incentivi Fotovoltaico
Come nel passato Conto Energia anche nel Terzo Conto Energia sono previsti dei premi abbinati ad interventi connessi alla realizzazione
dell’impianto fotovoltaico; anche nel nuovo sistema di incentivazione i premi saranno riconosciuto attraverso incerementi della tariffa incentivante.
Procediamo prima con una disanima degli incrementi e poi spiegheremo il loro funzionamento; i premi sono divisi in due grandi famiglie, quelli Premi per specifiche tipologie e applicazioni di impianti e Premio per impianti abbinati ad un uso efficiente dell’energia. Iniziamo dalla prima categoria:
- +5%
per gli impianti fotovoltaici non ricadenti nella tipologia “su edifici”, ubicati in zoneer gli impianti fotovoltaici non ricadenti nella tipologia “su edifici”, ubicati in zoneclassificate come industriali, commerciali, cave o discariche esaurite, aree di pertinenza didiscariche esaurite o di siti contaminati (art. 240, dlgs. 03/04/2006, n. 152)
classificate come industriali, commerciali, cave o discariche esaurite, aree di pertinenza di
discariche esaurite o di siti contaminati (art. 240, dlgs. 03/04/2006, n. 152). P - +5% per gli impianti classificati nella tipologia “su edifici”, operanti in regime di scambio sul posto, realizzati dal comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti
- +10% per gli impianti classificati “su edifici” installati in sostituzione di coperture in eternit
- +20% per i sistemi con profilo di scambio prevedibile
Come possiamo notare ci sono novità volte alla riqualificazione delle aree industriali e utilizzate come discariche, è stato mantenuto il premio per i comuni al di sotto di 5000 abitanti ed è stato aumentato il premio associato allo smaltimento dell’eternit; la vera grande novità è il premio per gli impianti con profilo si Scambio Prevedibile, ed è proprio su questa categoria che ci soffermeremo.
Con l’avvento del fotovoltaico in particolare degli impianti greed connected TERNA s.p.a. il grande distributore dell’energia in Italia ha voluto chiarimenti circa lo sviluppo necessario della rete elettrica per la distribuzione dell’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici. Alla luce di questo il GSE premia gli impianti contraddistinti da un’erogazione prevedibile dell’energia che quindi facilitano il lavoro di TERNA. Le specifiche per accedere alla maggiorazione della tariffa del 20% sono:
- costituito da uno o più impianti fotovoltaici gestiti dal soggetto responsabile unitariamente con un aggregato di punti di immissione, punti di prelievo e di eventuali sistemi di accumulo dell’energia,trattati su base oraria e sottesi ad un’unica cabina primaria
- realizzato con uno o più impianti fotovoltaici di potenza nominale complessiva superiore a 200 kW einferiore a 10 MW. Tale potenza nominale deve essere almeno pari alla somma delle potenze nominali degli eventuali impianti di produzione diversi dagli impianti fotovoltaici, nonché alla somma delle potenze disponibili dei punti di prelievo
- che ha un profilo di scambio con la rete elettrica che rispetta un programma orario tra le 08:00 e le 20:00, comunicato il giorno prima dal soggetto responsabile al GSE con un margine di errore del 10%
- con profilo di scambio comunicato rispettato per almeno 300 giorni all’anno
Questo premio apre la strada ad una nuova generazione di impianti fotovoltaici quelli che si potrebbero definire ibridi poichè sono una vera e propria via di mezzo tra gli impianti greed connected e stad alone; infatti questi impianti devono essere dotati di sistemi che permettano, in pratica, un accumulo giornaliero dell’energia elettrica prodotta.
Insomma anche in questa sezione possiamo notare come il GSE abbia voluto favorire uno sviluppo di nuove tecnologie sempre teso a dotare il fotovoltaico della futura indipendenza dall’incentivo.
Il fotovoltaico organico (OPV)
settembre 20, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Ambiente, Fotovoltaico
La Cambridge Enterprise, il comparto vendite dell’Università di Cambridge, ed il Carbon Trust hanno lanciato Eight19 Limited, una nuova società del settore dell’energia solare, che svilupperà e produrrà in grandi volumi celle solari plastiche con altissime caratteristiche ma soprattutto a costi molto contenuti.
Il progetto, chiamato Eight19 in quanto 8 minuti e 19 secondi è il tempo che impiega un raggio di luce per raggiungere la Terra dal Sole, sarà condotto con la collaborazione del professor Sir Richard Friend, del professor Henning Sirringhaus e del professor Neil Greenham, appartenenti al Cavendish Laboratory di Cambridge, e della compagnia di sviluppo tecnologico TTP.
Grazie ai miglioramenti nell’efficienza e nel ciclo di vita, sono stati fatti importantissimi passi avanti nel fotovoltaico organico, che può contare su un prezzo fortemente inferiore di quelli di 1° e 2° generazione, facendo largo alla tesi sempre più accreditata della possibilità di creare nuovi mercati del settore.
L’obiettivo dell’ Eight19, di creare un prodotto a prezzi ridotti, è stato risolto dalla TTP, che ha permesso la produzione celle solari a base di semiconduttori plastici (anche conosciuto come il fotovoltaico organico, o OPV ); è stato infatti sviluppata una tecnica per la fabbricazione su larga scala di dispositivi elettronici plastici su materiali flessibili, utilizzando processi roll-to-roll.
Il mercato delle celle solari organiche ha le potenzialità per raggiungere un volume d’affari di 500 milioni di dollari entro il 2015, e di crescere di quattro volte, fino a 2 miliardi entro il 2020 (fonte: Nanomarkets, 2009) se opportunamente guidato da applicazioni come il fotovoltaico integrato negli edifici, e potrebbe salvare fino a 900 milioni di tonnellate di CO 2 entro il 2050 – circa 1,5 volte il valore annuale delle emissioni attuali del Regno Unito.
Il team di Eight19 sta perseguendo una strategia di elevato design di produzione, che farà naturalmente leva sulle caratteristiche uniche del fotovoltaico organico, combinando così tali specifiche caratteristiche alle prestazioni ed ai costi del prodotto.
Inoltre, a differenza dei classici moduli a film sottile, il fotovoltaico organico non ha necessità di una base di supporto, ma soprattutto le lavorazioni avvengono tutte a basse temperature, riducendo moltissimo i costi ed aumentando nello stesso tempo la produttività, come tipicamente avviene per i processi con materiali plastici.
A fianco a questo si aggiungono ulteriori vantaggi, dai macchinari di produzione (molto meno costosi) fino alla maggior semplicità e comodità d’installazione.
Dr. Robert Trezona, responsabile della Research & Development al Carbon Trust ha detto: “Il lancio di Eight19 e il dispiegamento di basso costo celle solari organiche potrebbe contribuire a rivoluzionare la produzione di energia solare mediante l’apertura di nuovi mercati. La riduzione dei costi attraverso lo sviluppo di tecnologie avanzate e design innovativo sono fondamentali per portare avanti la produzione di massa e rendere più accessibile l’energia solare. ”
“Questo investimento è perfettamente in linea con la nostra strategia di esplorare quei nuovi segmenti di mercato che promettono raccordo con il nostro impegno verso lo sviluppo sostenibile. “, spiega Pascal Juery, executive VP del gruppo Rhodia.
Il professor Sir Richard Friend, co-fondatore di Eight19 ha commentato: “Questo rappresenta una grande opportunità di trasferire dall’università le nuove tecnologie delle scienze fondamentali. Non a caso le celle solari a base di semiconduttori organici lavorano in modo completamente diverso da quelle realizzate con il silicio e sono indubbiamente più vicine, in linea di principio operativo, alla fotosintesi nelle piante verdi. “
Il Terzo Conto Energia: Impianti Innovativi ed a Concentrazione
settembre 17, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Incentivi Fotovoltaico
Come anticipato ecco un’altro articolo sul Terzo conto energia. Questa volta parliamo degli impianti dotati di caratteristiche diverse rispetto a quelle dei classici moduli, infatti ci occuperemo di impianti a concentrazione o semplicemente innovativi.
Il Terzo Conto Energia dedica delle tabelle appositamente per farsi che si sviluppino tecnologie innovative; dato il costo più alto di questi tipi di fotovoltaico il GSE ha pensato ad incentivi più “appropriati” che permettano un serio progresso.
Ma scendiamo ora nel particolare, le categorie privilegiate sono due:
- Impianti integrati con Caratteristiche innovative
- Impianti Fotovoltaici a Concentrazione
Nel primo caso, gli impianti dovranno essere caratterizzati da moduli che devono avere una delle seguenti caratteristiche:
- Integrazione architettonica (i moduli, come nel vecchio integrato, devono sostituire la copertura o comunque una parte integrante dell’edificio)
- Devono introdurre significative innovazione dal punto delle prestazioni o in genere tecnologiche
- Protezione o regolazione termica, garantire la tenuta all’acqua, garantire una tenuta meccanica pari a quella dell’elemento sostituito
Su questo tema il GSE predisporrà un’apposita guida.
Passiamo al secondo caso, quella degli impianti a concentrazione; qui i vantaggi sono son vincolati alla tecnologia. Il fatto che venga “spinta” la concentrazione è chiara manifestazione di come si presupponce che il silicio, matereial fondamentale per il fotovoltaico ed oggi così abbondante sulla terra, sia destinato a diventare merce sempre più rara con lo sviluppo di questo settore.
Il tetto di potenza installabile è stato individuato in 300 kWp per la prima categoria e 200 kWp per la seconda e l’incentivo per gli impianti che entrano in esercizio gli anni successivi al 2011 scenderà del 2% all’anno.
Dalle tariffe riportate in tabella e dalla modalità di funzionamento di questa parte del Terzo Conto energia si deduce facilmente come le cose, per questo tipo di impianti, rispetto al vecchio Conto Energia questo prprio per dare più tempo alle suddette tecnologie di svilupparsi.
Insomma anche su questo punto sembra che il GSE si sia mosso a favore dello sviluppo della tecnologia sempre tenendo conto dell’interesse dell’intera comunità.
Allaccio in breve tempo per gli impianti che utilizzano fonti rinnovabili
settembre 16, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Eolico, Fotovoltaico
Con il nuovo ddl per la salvaguardia del clima e lotta al nucleare si cerca di dare priorità all’allaccio e al dispacciamento degli impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili e sostenibili. Il disegno di legge definisce come fonti rinnovabili il sole, vento, energia idraulica, risorse geotermiche, maree, moto ondoso e trasformazione dei rifiuti organici animali e vegetali. All’interno è poi operata una ulteriore distinzione tra rinnovabili sostenibili e non sostenibili. Appartengono alla prima categoria quelle il cui utilizzo non altera in modo significativo le dinamiche ambientali. Nel secondo gruppo rientrano ad esempio le biomasse in quanto limitate.
La produzione di energia elettrica e di calore da fonti rinnovabili sostenibili, cosi come gli usi razionali ed efficienti dell’energia, sono da considerarsi attività di pubblica utilità. L’energia prodotta deve poi essere immessa obbligatoriamente in rete.
Il ddl prevede un piano per la riqualificazione energetica degli edifici, preferendo la manutenzione degli immobili abbandonati alle nuove cementificazioni.
È anche promosso l’abbandono del sistema centralizzato per passare ad uno distribuito sul territorio in cui ogni casa, condominio, comunità, quartiere, centro commerciale o fabbrica potrà produrre energia. La proprietà e la gestione della rete elettrica dovrebbe quindi essere pubblica.
Per il finanziamento delle misure è stato ipotizzato il ricorso al conto energia, ma anche l’istituzione di un fondo speciale presso la Cassa Depositi e Prestiti per adeguare gli edifici pubblici.











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