Fotovoltaico Integrato: Alba vieta gli impianti a terra

giugno 30, 2010 di Massimiliano Magnanelli  
Categorie: Fotovoltaico

Fotovoltaico Integrato: Alba vieta gli impianti a terraIl fotovoltaico va benissimo sugli edifici, sui capannoni, nelle aree produttive, dove non solo è consentito, sarà consentito e noi spingeremo perché sia praticato. Altro è sui terreni agricoli. Una realtà come Alba deve fare molta attenzione. L’esclusione quasi totale del fotovoltaico a terra non è una presa di posizione contro questa tecnologia ma è il bilanciamento di un interesse per noi fondamentale: la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della tipicità agricola. Fonti principali di ricchezza del nostro territorio di attrazione turistica.”

Queste le parole de Sindaco di Alba, Maurizio Marello per spiegare il perché di questa delibera che esclude la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici a terra con taglia maggiore di 20 kWp. Ma il pensiero del sindaco di Alba è ampiamente condiviso in Italia, infatti il bello del fotovoltaico è poter sfruttare superfici ad oggi adibite semplicemente a copertura per la produzione di energia, è sicuramente questa la strada da percorrere.

Chi spingerà ancora di più in questo senso è il Conto Energia 2011 che prevede solo due livelli di integrazione e un distacco tra il NON INTEGRATO e INTEGRATO, in termini di tariffa incentivante, ancora maggiore di quello attuale.

Insomma la tendenza all’integrazione totale è quella che deve contraddistinguere una tecnologia che, in questo modo, sarà sempre e solo ecologica.

Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

giugno 29, 2010 di Andrea Ficola  
Categorie: Legislazione

Chiarimenti dallAgenzia delle EntrateSono arrivati alcuni chiarimenti, da parte dell’Agenzia delle Entrate, per quanto riguarda le detrazioni fiscali relative alla sostituzione di infissi, con la possibilità di detrazione sia per il proprietario che per l’inquilino e relativi agli impianti fotovoltaici installati a terra.
Nel caso di una sostituzione di infissi presso un’abitazione data in locazione, la detrazione fiscale del 55% spetta sia al proprietario che all’inquilino, in proporzione alla spesa sostenuta per l’intervento. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 38/E del 23 giugno 2010, con la quale sono state diffuse le risposte, fornite in occasione dell’incontro del 3 giugno 2010 con gli iscritti agli ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili, sugli ultimi chiarimenti in merito alle novità di UNICO 2010.

Mediante un accordo tra il nudo proprietario e l’inquilino si procede alla sostituzione dei serramenti ripartendo il costo per il 70% a carico del nudo proprietario e per il 30% a carico dell’inquilino.

La detrazione spetta sia al nudo proprietario che all’inquilino, per l’ammontare di spesa effettivamente sostento da ciascuno, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge: pagamento mediante bonifico bancario con identificazione del beneficiario della detrazione e del bonifico, limite di spesa € 60.000, rispetto dei parametri tecnici dell’intervento. La comunicazione all’ENEA può essere unica, facendo riferimento all’unico intervento e ai due beneficiari.
Un altro quesito riguarda gli impianti fotovoltaici. L’Agenzia del Territorio ha considerato quelli posizionati sul suolo come opifici, categoria catastale D1. Dalle Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate risulta invece che gli impianti fotovoltaici sono “impianti”, quindi beni mobili, che “possono essere rimossi e utilizzati per le medesime finalità senza antieconomici interventi di adattamento”.
Per l’Agenzia delle Entrate, l’impianto fotovoltaico situato su un terreno non costituisce impianto infisso al suolo in quanto, normalmente, i moduli solari che lo compongono possono essere rimossi e posizionati in altro luogo, mantenendo inalterata la loro originaria funzionalità (Circolare 19 luglio 2007, n. 46/E).

PV Cycle: 86 i membri aderenti

giugno 28, 2010 di Gabriele Franzé  
Categorie: Ambiente

PV Cycle: 86 i membri aderentiLogica Energetica torna a parlare di PV Cycle: l’associazione internazionale per lo smaltimento dei moduli fa passi da gigante, e dopo la realizzazione delle filiere di smaltimento entrerà a breve nel vivo dei suoi obiettivi.

Come dettagliatamente descritto nel precedente articolo (Riciclare i moduli fotovoltaici ) le attività svolte fino ad ora all’interno di PV Cycle sono state per lo più rivolte alla parte gestionale, organizzativa e di strutturazione tecnologica, in quella che si può definire come la fase di preparazione, perché si è basata sui primi “cicli” di smaltimento.
Ma per PV Cycle è stato solo l’avviamento, in quanto ancora non ha potuto esprimere tutte le proprie potenzialità, dato che i ritmi sono lontani da quello che sarà il regime di smaltimento; sarà nell’arco dei prossimi 5 anni, infatti,che i primi impianti concluderanno il loro ciclo di vita, e che le macchine saranno continuativamente in servizio.

Tornando invece sulla’aspetto organizzativo è stata raggiunta indubbiamente una importante solidità, legata anche alla sensibilità dimostrata dai produttori di moduli e dai maggiori System Integrator, che hanno dato il loro supporto alla nobile causa: costituita nel 2007 da 8 membri fondatori, PV Cycle ha visto aderire 13 nuovi membri nel corso dello stesso anno, 8 membri nel 2008, 20 membri nel 2009 e 45 membri fino a giugno del 2010, per arrivare così ad 86 componenti, citando tra gli ultimi Evergreen Solar, Brandoni, Solsonica. (consulta l’elenco di tutti i membri).

Grazie a questa risposta sembra prendere forma la mission di PV Cycle, che vede la responsabilizzazione dei produttori come il primo passo verso gli obiettivi posti, poter tracciare la mappa dei moduli in disuso, danneggiati o giunti al termine della loro vita, così da poterne organizzare l’intervento di smaltimento in ogni minimo dettaglio.

Il Ministero dello Sviluppo Economico vara il “Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili”

giugno 23, 2010 di Gabriele Franzé  
Categorie: Legislazione

Il Ministero dello Sviluppo Economico vara il “Piano di Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili”La scorsa settimana è stato definito il cosiddetto Piano di Azione Nazionale, ovvero il programma di quelli che saranno gli interventi sul territorio nazionale volti all’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Il documento consiste nella risposta italiana alla Direttiva 2009/28/CE del parlamento europeo, circa il controllo del consumo di energia europeo, il maggiore ricorso all’energia da fonti rinnovabili, oltre ad un particolare riguardo rivolto al risparmio energetico e ad un aumento dell’efficienza energetica.
Infatti la direttiva, oltre a dare linee di approccio generale fornisce dei valori ben precisi:
un obiettivo obbligatorio del 20 % di energia da fonti rinnovabili sul consumo di energia complessivo della Comunità entro il 2020 e un obiettivo minimo obbligatorio del 10 % che tutti gli Stati membri dovranno raggiungere per quanto riguarda la quota di biocarburanti sul consumo di benzine e diesel per autotrazione ancora entro il 2020.

La politica d’intervento italiana sarà articolata in funzione dei differenti settori, che saranno affrontati in maniera diversa in funzione del loro peso rispetto il consumo energetico complessivo.

Consumi finali per riscaldamento/raffrescamento
Rappresenta la quota parte più rilevante dei consumi finali nazionali, ma l’utilizzo delle fonti rinnovabili in questo ambito è bassissimo, quindi questi due fattori concorrono a concentrare proprio in questo settore gli sforzi maggiori, tra cui si prospettano:
- reti di teleriscaldamento
- sviluppo della cogenerazione
- misure addizionali per promuovere le fonti rinnovabili a copertura dei fabbisogni di calore (in special modo nel campo edile)

Consumi di carburante nel settore dei trasporti
Quello di carburante costituisce il secondo tra i consumi finali di energia.
Il primo obiettivo è quello di incrementare la produzione nazionale di biocarburanti, che attualmente si attesta a 2 milioni di t/anno, ma l’altro obiettivo principale è quello di sviluppare come alternativa il trasporto elettrico.

Consumi finali di energia elettrica
E’ il settore ancora meno importante, ma indubbiamente quello più in crescita, considerando che in tutti i processi termoelettrici, cioè in cui avviene la trasformazione di energia elettrica in calore, si perde circa la metà dell’energia.
Per agevolare l’installazione di impianti da produzione da fonte rinnovabile, e quindi aumentarne la percentuale rispetto all’energia elettrica complessiva è necessario in primo luogo adeguare il sistema elettrico proporzionalmente alla potenza installata, e quindi:
- un’accelerazione dei tempi di sviluppo delle reti elettriche e delle infrastrutture necessarie non solo al collegamento ma alla piena valorizzazione dell’energia producibile;
- lo sviluppo di sistemi di stoccaggio/accumulo/raccolta dell’energia, in modo da poter ottimizzare l’utilizzo delle fonti rinnovabili per l’intero potenziale a disposizione, superando la natura intermittente di alcuni tipi di produzioni;
- l’adeguamento delle reti di distribuzione, anche con la realizzazione delle cosiddette “reti intelligenti” che possono realizzare servizi di stoccaggio/accumulo/raccolta dell’energia elettrica prodotta di cui possono fruire i produttori qualora non potessero disporre dell’accumulo autonomo nel sito di produzione.

Quindi nuovamente all’opera, perché di spunti positivi ce ne sono tanti, ma la parte più difficile ed allo stesso tempo più importante è riuscire a realizzare quanto decantato.

Integrazione totale Fotovoltaico

giugno 22, 2010 di Massimiliano Magnanelli  
Categorie: Fotovoltaico

Da quando esiste il Conto Energia il tema dell’integrazione totale è diventato uno dei più importanti nel mondo del fotovoltaico. Questo perchè, come tutti gli addetti ai lavori sanno, l’incentivo è direttamente proporzionale al livello di integrazione. Ricordiamo che i livelli di integrazione previsti dal C.E. attualmente in esercizio sono 3, Non Integrato, Parzialmente Integrato, Integrato.

La tendenza generale è stata quelle di proporre principalmente la parziale integrazione perchè più semplice da realizzare di quella totale e quindi anche più economica. Ci sono state invece altre società, sia produttori che semplici installatori, che hanno puntato molto sull’integrazione totale poiché, se fatta bene, questa risulta essere estremamente più vantaggiosa dal punto di vista economico e, cosa da non sottovalutare, più bella.

Nelle coperture relative ad abitazioni di proprietà l’aspetto estetico è fondamentale; inoltre installare un impianto fotovoltaico integrato può essere anche l’occasione giusta per fare un buona manutenzione contro le infiltrazioni alla copertura. In questi casi bisogna procedere come segue:

  1. Rimozione e smaltimento della copertura esistente
  2. Posa della nuova guaina ardesiata
  3. Installazione Campo fotovoltaico
  4. Elementi di raccordo pannelli e tegole

Integrazione totale Fotovoltaico

Alla fine si ottiene una nuova copertura, che ora ha anche la capacità di produrre l’energia elettrica che serve per alimentarsi.

Per quanto riguarda le piccole unita produttive caratterizzate da capannoni che accolgono macchinari il fattore estetico è sicuramente posto dalla committenza in secondo piano quindi l’integrazione totale serve solo ad ottenere un contributo più elevato. In questi casi è fondamentale che l’aumento di prezzo dovuto all’integrazione sia quanto più possibile contenuto. Il GSE ha dato, sul sito internet, delle direttive sull’integrazione totale su capannoni (logica energetica 14 Aprile 2010) il problema è stabilire come attenersi.

Sono corsi in aiuto dei system integrator i produttori di coperture con tante novità che facilitano il tanto bramato accesso alla massima tariffa (logica energetica 10 Maggio 2010), ma tra la teoria e la pratica sono tante le differenze ed utilizzare correttamente questi sistemi non è sempre facile. Una cosa che consigliamo, specialmente nei casi in cui il campo fotovoltaico copre quasi totalmente la falda, è posare intorno ai moduli materiali plastici studiati per resistere alle intemperie ed ai raggi del sole. La posa di questi materiali deve essere fatta attraverso ancoraggi che non compromettano l’impermeabilizzazione e siano in grado di far fronte al carico del vento.

Integrazione totale Fotovoltaico

Il risultato finale è esteticamente bello ma sopratutto permette l’accesso alla tariffa incentivante.

Insomma tante le soluzioni la cosa principale e affidarsi ad un system integrator di cui si ha fiducia e possa così assicurare un operato di qualità.

Procedure semplificate per gli impianti fotovoltaici in Abruzzo

giugno 21, 2010 di Andrea Ficola  
Categorie: Fotovoltaico, Legislazione

Le Regioni iniziano a muoversi per quanto riguarda le semplificazioni relative alle autorizzazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici fino a 1Mw. È stata pubblicata la DeProcedure semplificate per gli impianti fotovoltaici in Abruzzolibera 244/2010, recante le linee guida per il corretto inserimento di impianti fotovoltaici a terra nella Regione Abruzzo.

Il provvedimento mira a stabilire regole certe per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici a terra, la presentazione delle istanze di autorizzazione e la gestione dei relativi procedimenti. È così attuato il Decreto Legislativo 387/2003, che consente alla Regione l’individuazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti. La norma approvata ha stabilito che per gli impianti di potenza inferiore a 20 Kwp è sufficiente la Dia, denuncia di inizio attività.

Sugli impianti fotovoltaici a terra di potenza compresa tra i 20 Kwp e 1 Mw è richiesta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai fini dell’autorizzazione generalizzata, che richiede un periodo di 30 giorni.
Le stesse procedure si applicano anche per l’autorizzazione degli impianti, anche non integrati, di potenza uguale o superiore a 20 kWp, installati su elementi di arredo urbano e viario, sulle superfici esterne degli involucri di edifici, di fabbricati e strutture edilizie di qualsiasi funzione e destinazione.
La delibera introduce una procedura semplificata, in precedenza limitata agli impianti fino a 200 kw. Ne possono beneficiare anche le Ditte e le Pubbliche Amministrazioni che abbiano depositato la domanda entro la data di approvazione della Delibera, dandone notizia al Sevizio regionale.

Ci auguriamo che ogni regioni adotti le proprie linee guida per semplificare iter burocratici a volte inutili.

Odersun: film sottile su misura

giugno 18, 2010 di Gabriele Franzé  
Categorie: Fotovoltaico

Odersun: film sottile su misuraOdersun è un azienda tedesca, che produce moduli a film sottile, e fin qui nulla di straordinario. Diventa invece più interessante se descriviamo la procedura del processo produttivo: il silicio viene depositato su lastre di rame, che fanno da base per la cornice, e quest’ultima sarà del materiale e delle dimensioni che il cliente ha scelto, il che significa un altissimo livello di flessibilità del fattore di forma.
La scelta gestionale di Odersun è chiara: indirizzare tutte le energie sulla personalizzazione, ovvero lavorare per soddisfare le esigenze di ogni singolo cliente.
Le celle solari, prodotte con un processo reel-to-reel (letteralmente bobina a bobina), sono tagliate in strisce di lunghezza variabile, se necessario sovrapposte le une alle altre ed interconnesse con colla conduttiva, a formare quelle che Odersun chiama “supercell”. La lunghezza della supercell definirà così la corrente nominale, mentre il numero di strisce in serie darà il valore di tensione. I moduli quindi non sono altro che l’unione di uno o multiple strisce unite in parallelo.
Il modulo può percorrere a questo punto strade diverse: divenire un film flessibile, o essere incorniciato in camera vetro-vetro. Così il cliente potrà scegliere la potenza, la dimensione, il colore ed il design del suo modulo.

E questa filosofia sta dando ragione alla direzione, infatti tra le fila di Odersun, nelle sedi di Francoforte, di Fürstenwalde e di Berlino, lavorano 280 dipendenti, suddivisi tra il settore della produzione, della ricerca e della gestione, in Germania.

Tra gli altri obiettivi raggiunti c’è “SunTwo”, la seconda fabbrica solare Odersun aperta a Fürstenwalde, che ha una capacità produttiva di 20 MW che però sarà presto incrementata a 30 MW con l’installazione di due ulteriori linee di produzione.

Piano Casa Lazio in arrivo norme più tenere

giugno 16, 2010 di Andrea Ficola  
Categorie: Legislazione

Piano Casa Lazio in arrivo norme più tenereSi parla di una correttivo per il Piano Casa nel Lazio, infatti finora la L.R. 21/2009 non ha ottenuto riscontri significativi, spesso attribuibili ai vincoli che non rendono interessante la realizzazione degli interventi.

Condivisi i limiti di ampliamento del 20% per l’ampliamento volumetrico, dato che interventi di portata più ampia potrebbero compromettere l’equilibrio estetico dei centri urbani. Il principio si scontra però con l’eterogeneità del territorio laziale, dove la tipologia edilizia rispondente ai requisiti della legge si trova per lo più in zona agricola, dove l’ampliamento è concesso solo ai coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli. Alla luce di queste limitazioni la legge regionale trova scarsa applicazione nel Lazio, che potrebbe portare a proprio vantaggio tale aumento di cubatura contrastando lo spopolamento delle campagne e sarebbe bilanciata dalle opere di urbanizzazione già esistenti.

Troppo alti, invece, i costi per l’adeguamento sismico degli edifici. Il bonus del 35% non compenserebbe infatti la spesa necessaria per la messa a norma. Le possibili alternative sono la cancellazione della disposizione per le zone sismiche 1 e 2a o l’aumento del premio volumetrico.

Giudicato restrittivo anche il divieto di sopraelevazione, senza il quale diventa impossibile effettuare gli ampliamenti nel rispetto delle norme urbanistiche e senza il consumo di suolo.

Costituiscono un deterrente anche la limitazione dell’altezza massima agli edifici contermini e l’obbligo di destinare il 25% delle abitazioni aggiuntive realizzate per la locazione a canone concordato per 8 anni.

Staremo a vedere se le nuove correzioni passeranno l’esame per rilanciare un settore che da sempre ha dato tanti posti di lavoro.

“Luna Ring”: il sogno fotovoltaico

giugno 15, 2010 di Massimiliano Magnanelli  
Categorie: Fotovoltaico

Luna Ring: il sogno fotovoltaico Le idee per l’utilizzo di questa tecnologia che sta rivoluzionando il mondo proliferano senza controllo, alle volte nelle loro prime forme sembrano essere solo materiale per romanzi fantascientifici ma poi con il tempo e l’avanzamento tecnologico diventano realtà. Questo è quello che speriamo succeda con il progetto della Shimizu Corporation.

Il limite, che tutti conosciamo, del fotovoltaico è che se non irradiato dal sole non produce elettricità, quindi con questo tipo di tecnologia avremo sempre il problema di doverla accumulare nei momenti di sovrapproduzione ed utilizzarla quando serve; è da qui che nasce l’idea: cingere la luna con una cintura fotovoltaica che garantisca al nostro pianeta tutta l’energia elettrica di cui necessita.

Il concetto è che essendo il campo fotovoltaico una cintura continua posizionata sull’equatore del nostro satellite lunga 11.000 Km, può garantire un’erogazione costante di energia elettrica, durante tutto il periodo di rotazione lunare. L’energia prodotta sarà poi trasferita sulla terra  a mezzo di un’antenna gigante che lavorerà a mezzo sia di microonde che laser. L’impianto sarà controllato attraverso squadre di robot comandate da astronauti.

Questo è Luna Ring, il costo del progetto? 21 miliardi di dollari e tempi di realizzazione lunghissimi (100 anni), ma questo è solo l’inizio vediamo dove riusciremo ad arrivare…..

Intersolar North America

giugno 14, 2010 di Gabriele Franzé  
Categorie: Fotovoltaico

Intersolar North AmericaOltre al celeberrimo evento che si tiene a Monaco, Intersolar affianca all’edizione “Europe” anche la versione “North America”.
Quest’ultima, arrivata al suo 3° anno di vita, avrà luogo in Luglio, dal 13 al 15, a San Francisco (USA), nel Moscone Center West Hall, per proseguire con la promozione del settore delle energie rinnovabili anche oltreoceano. Era un passaggio prevedibile, ormai prossimo, visto il grandioso successo cui l’Europa ha assistito negli ultimi anni.
Gli spettatori attesi sono circa 20’000, considerando i 200 oratori presenti ai vari convegni organizzati e gli espositori registrati, giunti a quota 550, provenienti sia dal Sud che dal Nord America.
Saranno presenti produttori, distributori e fornitori di servizi, sia per il fotovoltaico che per il solare termico, per creare un crocevia che sia punto di incontro per entrambe le Americhe.

Nel frattempo, l’edizione Europe ha visto l’elezione per gli Intersolar AWARD 2010, ovvero il premio per l’impresa più innovativa nel fotovoltaico:
le nomination erano le seguenti:
ABB AG Schweiz (Svizzera)
IST Canadian Solar Inc. (USA)
Gehrlicher Solar AG (Germania)
Innotech Solar (Germania)
Inspired Solar Technology (USA)
Inventux Technologies AG (Germania)
REC Group (Norvegia)
SMA Solar Technology AG (Germania)
Tigo Energy Inc. (USA)
Wagner & Co Solartechnik GmbH (Germania)

Le società vincitrici sono state
ABB AG Schweiz per il suo interruttore S800;
Gehrlicher Solar AG per un sistema di montaggio facilitato di moduli su larga scala;
SMA Solar Technology AG per il nuovissimo 800CP Sunny Central, un inverter centrale da 800 kVA.

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