Lo stoccaggio dell’energia solare
febbraio 24, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico
Fino ad oggi il grande limite dei generatori sia solari che eolici è stato sempre l’impossibilità di decidere il momento in cui erogare la potenza richiesta dall’utenza; l’erogazione di corrente in queste tecnologie, infatti, dipende rispettivamente dal livello di irraggiamento solare e dall’intensità del vento.
Questo fenomeno comporta un inevitabile disallineamento tra assorbimento ed erogazione di energia che oggi viene risolto con lo Scambio Sul Posto, accordo tra il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e l’autoproduttore che prevede la possibilità per quest’ultimo di immettere in rete il surplus di energia prodotto e riutilizzarlo quando necessita.
In questo modo è stato risolto il problema di stoccare l’energia prodotta dal proprio impianto che fino a quel momento è stato il vero limite tecnologico delle tecnologie rinnovabili come queste.
In un’ottica in cui tutto il mondo produrrà la propria energia con fonti di energia rinnovabili sarà necessario individuare un sistema su grande scala per stoccare il surplus di energia per riutilizzarlo quando serve; oggi questo è possibile attraverso i grandi impianti a bacino nei quali l’energia viene utilizzata per mettere in quota grandi quantità di acqua per poi farla scorrere attraverso le turbine quando la rete lo necessita.
Questi sistemi di accumulo manifestano tutti grandi problematiche logistiche e basse efficienze, è per questo che il MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha studiato un sistema che permette il facile ed economico accumulo di energia solare ed eolica; il sistema si basa sulla scissione dell’acqua in ossigeno ed idrogeno che saranno poi utilizzati per produrre energia elettrica quando serve attraverso una cella a combustibile.
Il sistema è di facile realizzazione e funziona anche a temperatura ambiente, questo, secondo i padri del progetto, Daniel Nocera e da Matthew Kanan permetterà una facile commercializzazione che si prevede nell’aroc odi 10 anni da questo momento.
Staremo a vedere, il fatto rassicurante non è tanto che questa sia la soluzione quanto che lo sviluppo tecnologico si muove verso il rinnovabile per sostituire la fonte di energia, il petrolio, che ha permesso alla nostra civiltà di svilupparsi così rapidamente ma che ormai da anni sta manifestando grandi limiti i termini di sostenibilità sia ambientale che economica.
Fotovoltaico made in Italy
febbraio 23, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
Nel 2009 il fotovoltaico in Italia è cresciuto del 174% a 819 megawatt di potenza istallata e circa 63mila impianti. Un boom straordinario, che ha generato una filiera da circa 1.250 milioni di euro, sostenuti da 350 milioni di incentivi pubblici. Un buon affare per la collettività, un intero settore dell’economia verde è ormai nato in Italia e cresce se non fosse che oltre il 50% del valore del mercato (e quindi degli incentivi) vada all’estero, alimentando spesso il mercato cinese a causa di installatori poco lungimiranti.
Uno spunto importante potrebbe essere quello di seguire gli ottimi prodotti dei produttori tedeschi e costruire un filiera industriale italiana capace di realizzare un fotovoltaico in grado di produrre a prezzi di mercato, e a breve senza incentivi. Una delle possibili risposte si chiama Scoop. Un progetto a cui partecipano 16 partner, di cui sette finanziati dal programma “Industria 2015″.
Scoop punta direttamente al fotovoltaico a concentrazione, ovvero a sistemi capaci di catturare da cento a mille volte la luce solare che oggi incide su una normale cella. E con produttività energetiche di un ordine di grandezza più elevate».
Il fotovoltaico a concentrazione si basa, in generale, su un’ottica di concentrazione (lente di Fresnel) che spara la luce solare concentrata anche su un normale chip di silicio (fino a cento volte) oppure, nelle ricerche più avanzate, passa attraverso un prisma (o splitter) che divide i tre colori base della luce e li invia a tre chip fotovoltaici specializzati su quella frequenza, aumentando ulteriormente l’efficienza del sistema.
Entro il 2011 potrebbe iniziare la nuova filiera industriale del made in Italy solare avanzato.
DL Milleproroghe: rimandato di un anno l’obbligo del fotovoltaico nelle nuove costruzioni
febbraio 22, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico, Legislazione
Da segnalare l’ennesimo smacco ai danni dell’energia rinnovabile e della sostenibilità edilizia: all’interno del Disegno di Legge che dovrebbe ormai portare a conversione il Decreto Legge 194/2009 (decreto Milleproroghe) è stato inserito nuovamente lo slittamento degli obblighi minimi riguardante le energie rinnovabili nella nuova edilizia; quindi la nuova normativa che sarebbe entrata in vigore dal 1° gennaio 2010 vedrà la sua applicazione tra un anno, quindi a decorrere dagli inizi del 2011.
Rinfreschiamo un po’ la memoria e spieghiamo perché si può parlare di smacco: la nuova regolamentazione in campo edile era stata inserita già dalla Legge Finanziaria 2008 in cui si prescriveva, con intuizione molto lungimirante, l’obbligo di installazione di un impianto fotovoltaico di potenza non inferiore ad 1kW per unità abitativa nelle nuove costruzioni, mentre per i nuovi fabbricati industriali con estensione superiore ai 100 mq la potenza minima era di 5 kW (art. 289).
Questa norma, dopo essere stata procrastinata già una prima volta dal decreto Milleproroghe del 2008, è stata per la seconda volta riposta nel cassetto e rimandata di un anno.
In controtendenza con la legislazione nazionale arriva il dato più confortante proveniente dai comuni, molto più virtuosi e sensibili all’ambiente: sono 406 su 557 i comuni che applicano una normativa autonoma per le nuove costruzioni e che, imponendo dei requisiti minimi in termini di impianti da fonte rinnovabile, danno così respiro a quell’ecosostenibilità che continua a non trovare il giusto e necessario supporto dal governo.
Da IBM la nuova cella fotovoltaica
febbraio 19, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico
Il mercato del fotovoltaico continua a fare passi avanti e da promettente è ormai diventato una realtà mondiale. Per una tecnologia contraddistinta da questo incredibile sviluppo è logico che le grandi case non rimangano a guardare, come nel caso di IBM. La casa americana infatti sta cercando di lanciare la nuova cella fotovoltaica.
Dall’analisi delle criticità economiche e prestazionali delle comuni celle a film sottile nasce il progetto , una cella caratterizzata da due caratteristiche principali:
- un’efficienza altissima rispetto alle altre a film sottile. Basti pensare che questa tecnologia può contare su un’efficienza pari al 9,6% contro il 6,5% delle celle a film sottile oggi disponibili sul mercato
- materiali di composizione a basso prezzo e facili da lavorare. Il nome infatti è stato costruito con le iniziali degli elementi che compongono la cella COPPER (rame), TIN (stagno), ZINC (zinco), SULFUR (zolfo), SELENIUM (selenio)
Come dicevamo il vantaggio i materiali, che danno il nome al progetto, hanno due caratteristiche fondamentali:
- Sono di facile reperimento sul mercato; basti pensare infatti che la mancanza di Indio permette di risparmiare vista la rarità di questo materiale in natura mentre rinunciare al tellururo di cadmio ci mette al sicuro dalle problematiche di smaltimento una volta conclusa la vita del modulo fotovoltaico
- Le lavorazioni necessarie per la realizzazione della cella non prevedono in nessuna delle modalità (immersione, spray o stampa) il costoso processo sotto vuoto che oggi contraddistingue le classiche celle
Insomma il progetto c’è e sembra essere buono, ora bisogna affrontare il mercato cosa che IBM sa fare e lo dimostra da anni.
L’impresa Italiana sceglie il Sole come socio
febbraio 18, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Fotovoltaico
L’11% delle aziende manifatturiere italiane con più di 50 addetti ha già installato impianti per produrre energia da fonti rinnovabili, mentre il 6% ha pianificato di installarli e il 61% ha valutato la loro adozione. Tra le imprese che hanno installato gli impianti, il livello di soddisfazione molto elevato.
Il risparmio economico, gli incentivi governativi e la responsabilità sociale sono gli elementi principali per ridurre i consumi, mentre i principali freni sono di ordine economico-finanziario causato spesso dal personale di istituti di credito poco informati.
Tra le aziende che hanno installato, pianificato e anche solo considerato di installare un impianto fotovoltaico per produrre energia rinnovabile, rientra quasi l’80% dell’intero comparto industriale: un ulteriore conferma del grande fermento che circonda la produzione di energia da fonti rinnovabili nel nostro paese.
Le imprese Italiane e gli Impianti Rinnovabili
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11% Ha installato l’impianto Fotovoltaico
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6% Ha pianificato la realizzazione
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61% L’ha considerato
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72 % Molto soddisfatta del risultato
La nuova cella Mitsubishi
febbraio 17, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico
Riducendo la resistenza di contatto presso l’elettrodo, la Mitsubishi Electric ha annunciato il raggiungimento di un nuovo traguardo del proprio settore di Ricerca e Sviluppo, ottenendo una efficienza di conversione delle cellule di wafer di silicio policristallino pari al 19,3%. Confermato dal National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST), in Giappone, la cella (15 cm x 15 cm x 200 micrometri) è di 0,2 punti percentuali superiore a quello precedente record della società, del 19,1 per cento. La società ha inoltre riportato una cella ultra-sottile di silicio policristallino PV (15 cm x 15 cm x 100 micrometri) che ha raggiunto l’efficienza del 18,1%, un miglioramento di 0,7 punti rispetto il precedente valore massimo, in cui era stato toccato il 17,4 per cento.
L’ approccio Mitsubishi è di usare un trattamento, prima della giunzione degli elettrodi, che va a limitare le perdite resistive per la lamella di silicio, in modo da migliorare le prestazioni del contatto elettrico. La società ha dichiarati che con questa procedura la perdita legata alle elettrificazioni è stata ridotta del 4% rispetto alle precedenti celle fotovoltaiche. Questo abbattimento delle perdite legate ai contatti ha consentito di produrre, in questo modo, celle fotovoltaiche la cui potenza misurata passa da 4,16W a 4,2 W
I nuovi risultati prestazionali sono stati ottenuti con l’integrazione di più tecnologie già sviluppate, come l’adozione della struttura a nido d’ape nella superficie posteriore della cella, che determina un miglioramento del fattore di perdita dovuto all’effetto di riflessione del sole sulla cella stessa.
M’illumino meno
febbraio 15, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Ambiente
Il 12 febbraio migliaia di cittadini, oltre a Comuni, associazioni e aziende, hanno celebrato la sesta Giornata del risparmio energetico.
«M’illumino di meno» è l’iniziativa lanciata dalla trasmissione di Radio2 Caterpillar per limitare i consumi, e soprattutto gli sprechi, di elettricità, sostenendo al tempo stesso l’adozione di fonti di “energia pulita”.
Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010, questo è stato l’appello diffuso sul web per promuovere la manifestazione.
Per l’occasione Caterpillar è andato in onda dai Mercati Traianei di Roma, dove 50 ciclisti hanno contribuito con le loro pedalate a tenere accesa una sfera, la più grande lampadina illuminata da energie rinnovabili.
“M’illumino di meno” ha anche diffuso un decalogo di “buone abitudini”, non soltanto per oggi e noi di logica energetica ve le indichiamo per applicarle tutti insieme:
1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.
Se amministrazioni comunali, scuole o piccole e medie imprese vogliono realizzare una simile iniziativa, noi di Logica Energetica mettiamo a disposizione la nostra esperienza per far conoscere il mondo del rinnovabile con esempi concreti.
Il nuovo investimento di SunPower
febbraio 12, 2010 di Gabriele Franzé
Categorie: Fotovoltaico
SunPower ha firmato l’accordo definitivo per l’acquisto della società SunRay Renewable Energy, società per lo sviluppo di progetti di centrali solari.
SunPower acquisirà la SunRay direttamente dai suoi azionisti (inclusa la gestione e la proprietà di Denham Capital) per un totale di 277 milioni di dollari, di cui 235 saranno in contanti e 42 in note di credito. La stessa SunPower ha dichiarato di avere sufficiente cassa per chiudere la transazione, è quindi sua intenzione non gravare il bilancio con l‘apertura di finanziamenti.
L’operazione ha determinato così un incremento di circa 1200 MW nel portafoglio dei progetti di SunPower; è questo infatti il bagaglio in possesso della SunRay che, con uno staff di circa 70 dipendenti, ha predisposto progetti che si articolano tra Italia, Francia, Israele, Spagna, Regno Unito e Grecia.
Vediamo più da vicino chi sono gli interpreti della transazione:
SunPower
Fondata nel 1985, SunPower Corp. (Nasdaq: SPWRA, SPWRB) progetta, produce e distribuisce la più potente tecnologia solare del pianeta disponibile oggi.
Residenziale, commerciale, e clienti pubblici si affidano Leggi tutto
Il fotovoltaico anche nella piccola tecnologia
febbraio 11, 2010 di Massimiliano Magnanelli
Categorie: Fotovoltaico
Sull’economicità, l’ecologia ed in generale i vantaggi della tecnologia fotovoltaici non c’è molto da discutere, quello che qualche anno fa era solo nella mente di alcuni pionieri oggi alimenta le case e le imprese del nostro paese.
Oggi l’impianto fotovoltaico classico è collegato alla rete, appunto grid connected come dicono gli esperti, ma l’applicazione per cui è nata questa tecnologia è esattamente l’opposta; infatti basta ricordare che la tecnologia fotovoltaica è stata sviluppata per alimentare i satelliti che ronzano intorno al nostro pianeta visto che è impossibile farlo da terra in maniera economicamente sostenibile. Per anni, inoltre il fotovoltaico, è stato utilizzato per alimentare zone difficilmente raggiungibile con la linea elettrica, come rifugi di montagna o paesi sperduti in lande desolate. Tutto questo per dire che uno degli incredibili vantaggi di questa tecnologia è che può funzionare ovunque, basta che ci sia il sole.
Ritornando quindi agli antipodi, questa è stata l’idea che stanno sfruttando i grandi produttori di tecnologie come Samsung e Apple: vogliono dotare i loro dispositivi portatili di sistemi fotovoltaici che permettano il funzionamento anche senza l’ausilio della rete elettrica.
esempio di questo primo tentativo è l’ultimo modello di telefono cellulare della Samsung nonché il progetto di Apple, pare che sia anche brevettato, di introdurre al di sotto dei grandi schermi, che caratterizzano tutti i suoi prodotti, uno strato di celle fotovoltaiche in modo che esponendo al sole il proprio i.Pod esso si ricarichi automaticamente allungando così il tempo di funzionamento.
Insomma il concetto di autoproduzione approda anche nella tecnologia dotando dispositivi, che una volta funzionavano solo da utilizzatori di energia, di sistemi per l’autoalimetazione .
GSE: Le tariffe del 2010 e del futuro Conto Energia
febbraio 10, 2010 di Andrea Ficola
Categorie: Incentivi Fotovoltaico
Il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha reso note agli operatori le tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici in Conto Energia che entrano in esercizio nell’anno 2010. Come previsto dall’articolo 6, comma 2, dal DM 19 febbraio 2007, per la determinazione delle tariffe incentivanti è stata applicata la decurtazione del 2% rispetto alla tariffa del 2009.
nella tabella seguente sono riportate le tariffe per tipologia di impianto fotovoltaico incentivato ai sensi del DM 19/02/2007 con entrata in esercizio nell’anno 2010 (€/kWh):
|
Potenza di picco [kW] |
non integrato [€/kWh] |
parzialmente integrato [€/kWh] |
totalmente integrato [€/kWh] |
|
1<P<3 |
0,384 |
0,422 |
0,47 |
|
3<P<20 |
0,365 |
0,404 |
0,442 |
|
P>20 |
0,346 |
0,384 |
0,422 |
La revisione del Conto Energia dopo il 2010 Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del DM 19 febbraio 2007, sta per essere emanato il decreto ministeriale che fisserà le nuove tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio negli anni successivi al 2010. le nuove tariffe terranno conto dell’andamento dei prezzi dei prodotti energetici e dei componenti per gli impianti fotovoltaici.
Le Associazioni dei produttori di impianti fotovoltaici, nel novembre scorso, hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico ed al Ministero dell’Ambiente, le loro proposte sulla revisione del Conto Energia al 2011
Secondo l’Associazione dei Produttori di Energia da fonti Rinnovabili (APER), l’ultima versione del testo di decreto (pervenuta ad APER a fine gennaio) presenta alcune criticità: – tariffe incentivanti: sono stati ipotizzati dei tagli eccessivi; – periodo transitorio tra tariffa incentivante 2010 e 2011; – decremento annuale delle tariffe incentivanti: non più del 4% annuo; – bonus (10%) per sostituzione amianto/eternit; – incentivazione per tettoie e pensiline (stessa tariffa riconosciuta ad impianti su edifici).







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